
“Ehi, non è che sì fascist?”
La mia bisnonna è morta tre anni fa, aveva 90 anni. Ogni volta che mi vedeva, nonostante io avessi già capelli e barba lunghi, mi guardava e mi chiedeva, “non è che sì fascist?”. Ed io lì a tranquillizzarla, “no nonna non ti preoccupare”.
Dato che era la mia bisnonna non la chiamavo nonna ma “Nonna delle caramelle” perchè di solito chiamava nipoti, nipotini e nipoti intermedi vicino a sè per riempirli di caramelle gommose che prendeva dalla borsa.
Non credo pensasse realmente che potessi essere un fascista, per lei chiedermelo forse era solo un pretesto per raccontarmi di quando c’erano i fascisti a Bari
“… che misero giù a casa nostra i soldati di guardia.
E c’erano anche le spie dentro al palazzo e noi in casa avevamo una grande bandiera rossa, quella comunista.
Allora mio padre prese e fece salire i due soldati e li fece bere tantissimo vino. Questi si ubriacarono e quando se ne andarono ci mettemmo a tagliare con la sega il tubo dell’asta della bandiera per farlo sparire.
Poi prendemmo la bandiera e la mettemmo in una bacinella con il colore per farla diventare nera che doveva sembrare un lenzuolo.
E poi nascondemmo tutto.
Mio padre non aveva mai accettato di mettere nemmeno la camicia nera”.
Oggi è 25 aprile: la Liberazione e la Resistenza.
Anche Bari resistette. Qui ci fu un terribile bombardamento, aerei tedeschi sganciarono bombe sulle navi nel porto e la Nonna delle caramelle ricordava i vetri che si erano frantumati, i racconti sulle persone uccise dalle lamiere delle navi.
Stanno morendo i testimoni diretti di quei tempi, quelli che si preoccupano che io non sia fascista perché conoscevano le brutture del fascismo e della dittatura.
Per questo ho voluto ricordare oggi la mia bisnonna per la quale queste cose erano importanti.
25 aprile: ora e sempre RESISTENZA.



5 comments
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25 Aprile 2008 a 1:47 am
Cristina
..una nonna intelligente!!
RESISTENZA!!!
26 Aprile 2008 a 1:35 pm
posturanismo
E pensare che mio nonno esalta Mussolini perchè “quando c’era lui” non c’erano ladri e funzionava tutto!!! Avere dei bisnonni o nonni che credevano nella Resistenza è sempre fonte di orgoglio Nino!
Grandi!
27 Aprile 2008 a 3:06 pm
Francesco
…mio nonno invece mi racconta dell’olio di ricino in Piazza XX Settembre, dei fascisti che entravano in una locanda, mangiavano, e costringevano a pagare il primo malcapitato, dei gerarchi che uilizzavano i mezzi pubblici senza pagarne il biglietto. Mi racconta di come si è trovato in Guerra “volontario” (a sua insaputa), solo per aver firmato un foglio che, dicevano, permetteva di avere cibo e vestiti (ne avevano bisogno). In Libia, su tutto il fronte africano. Con un cannone che volava da una parte all’altra, solo dove Mussolini andava “in visita”. La “potenza” italiana stava tutta in quella manifestazione di evidente impotenza.
p.s. mio nonno non è mai stato Comunista (DC, DC, DC…)!
1 Giugno 2008 a 3:05 pm
AKUL87
Mio nonno mi ha raccontato invece di sua madre pestata dai fascisti, cinque contro uno, anzi, cinque contro una…oggi come ieri non è cambiato niente. RESISTERE!
P.S: linkerò il tuo blog sul mio, se vuoi fai altrettanto, grazie. Ciao
17 Giugno 2008 a 6:10 pm
viviana
mia nonna mi raccontava di mio nonno, che non si volle mai fare la tessera fascista perché era un socialista, e che per questo fu spedito in africa a far la guerra e si fece qualche anno di prigionia laggiù.
E che quando tornò il suo figlio più piccolo, che lo aveva conosciuto solo in una foto in cui aveva i baffi, non lo volle baciare perché quello lì senza i baffi non era suo padre. Andò avanti finché i baffi non ricrebbero. Lui ci fece una malattia.
Al nonno del mio compagno invece i tedeschi rubarono tutte le galline. LE GALLINE, mica bruscolini…
Io adesso ho in tasca la tessera dell’ANPI: antifascista e resistente e nonno sarebbe contento, mi sa.
per la cronaca: il mio zio che voleva il suo papà della foto, quello con i baffi, ora vota CdL. Càpita. Di questi tempi anche troppo spesso.