Probabilmente il motivo per il quale Turi, il paese in cui vivo da tre anni, è nota al mondo è il suo carcere dove furono imprigionati Pertini e Gramsci.
Ieri ricorrevano i 71 anni dalla scomparsa di Antonio.
Con la Casa della Sinistra abbiamo provato a trasformare il solito pellegrinaggio degli uomini di partito alla cella in cui fu imprigionato Gramsci, in qualcosa di più vivo leggendo stralci delle sue Lettere nella piazza ai piedi del carcere.
Per due ore abbiamo ricordato non solo l’intellettuale, il prigioniero politico, il libero pensatore, ma anche l’uomo che si firmava Nino: come me, come tanti del Sud.
Un grazie ai compagni di Turi, a quanti hanno partecipato e ascoltato, ai compagni della Casa del Popolo di Mola che si sono impegnati per procurarci un gazebo, una cassa, un mixer e il libro.
Ed una promessa: ci impegneremo affinchè il ricordo, l’immagine e il pensiero di Antonio riemergano dall’oblio nel quale vogliono sprofondarlo.
Antonio Gramsci Vive




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29 Aprile 2008 a 2:21 pm
sadpurple
gran bella iniziativa..complimenti..
ricordo una frase in particolare di gramsci: “non ho mai voluto cambiare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione”. Questo dice tutto, marca il suo coraggio, la sua caparbietà e la sua voglia di RIVOLUZIONE e CAMBIAMENTO.