Per chi ancora non lo sapesse, per chi ancora si stesse facendo gabbare dalla propaganda xenofaba e dalla caccia al capro espiatorio: qui le prove che gli ZINGARI NON RAPISCONO i BAMBINI!
Sorpresa: solo i nomadi non rapiscono i bambini
Chissà che delusione per i persecutori di casa nostra: gli “zingari” non rapiscono i bambini. Tra il 1986 e il 2007, in Italia non si è verificato nessun rapimento di minori da parte di nomadi. Lo dimostra una ricerca sui presunti delitti addebitati ai rom, commissionata dalla Fondazione Migrantes al Dipartimento di Psicologia e Antropologia Culturale dell’Università di Verona. I casi sono stati analizzati partendo dalle notizie fornite dalla stampa e esaminati attraverso la consultazione dei fascicoli dei tribunali. Il risultato è che non esiste alcun caso in cui è stato commesso un rapimento. Nessun esito, infatti, corrisponde ad una sottrazione del bambino effettivamente avvenuta e provata oggettivamente: «Anche laddove si apre un processo il fatto contestato viene sempre qualificato come delitto tentato e non commesso, le cui circostanze aprono ad una complessa valutazione – all’interno della quale possono a volte far capolino le categorie del senso comune – dell’esistenza o meno della volontà dolosa».
da LIBERAZIONE 07/11/2008
Campo Rom di Ponticelli dato alle fiamme per ritorsione dopo un presunto tentato rapimento
Dunque gli ZINGARI NON RAPISCONO i BAMBINI. Tutt’al più è vero il contrario.
Come si legge sul sito Sucar Drom infatti
“durante la conferenza stampa (in cui verrà presentato lo studio, ndr) saranno presentati anche i dati di un’altra ricerca volta a verificare quanti bambini figli di rom e sinti siano stati dati in affidamento e/o adozione dai tribunali dei minori italiani a famiglie ”gagi”, non rom o sinte“.
Per saperne di più:
- “Le istituzioni italiane sottraggono ai Rom centinaia di bambini“
- “I poveri s’azzannano tra loro“








22 comments
Comments feed for this article
7 Novembre 2008 a 12:54 pm
cri*
Argomento scottante.. mi incazzo sempre quando sento il tg in questo periodo.
Ormai mi sono arresa, viviamo in un Paese razzista. Punto. Ignorante e razzista. E non ci vogliono dati, non ci vogliono esperimenti, non ci vogliono studi: la gente ha la mente CHIUSA.
E io continuerò a bestemmiare davanti al tg.
Sarà questo il mio destino?? ihihi
Voglio aggiungere una cosa riguardo l’incidente che ha visto protagonista quel rom che ha ferito quelle persone alla fermata dell’autobus..
domanda:
SE FOSSE STATO UN UOMO ITALIANO O ANCORA PEGGIO UN MAFIOSO, LE AVREBBERO AVUTE LE PALLE DI FARE LA FIACCOLATA??
mah. io la risposta la so già -_-”
7 Novembre 2008 a 1:58 pm
faunosilvestre
A tal proposito: il rom alla guida dell’auto ha detto di non essere ubriaco ma di aver perso il controllo dell’auto per evitare di investire una signora che aveva attraversato la strada.
Figuriamoci se i tg l’hanno detto o se qualcuno ha preso in considerazione la possibilità che non stesse mentendo.
http://sucardrom.blogspot.com/2008/11/roma-dopo-un-incidente-stradale-si.html
8 Novembre 2008 a 1:30 am
cri*
non la prenderà mai nessuna in considerazione la possibilità che lui non stesse mentendo. questo è un Paese razzista e xenofobo, punto.
è orrendo ma è così.
e lo è ancora di più per chi assorbe queste notizie da questa dannata tv senza fermarsi a pensare.
“giovane rom ubriaco investe 10 persone alla fermata dell’autobus”.
bene.
nessuno si è fermato a pensare come mai era ubriaco (perchè forse, l’intolleranza porta ad essere un tantino frustrati), se davvero era ubriaco e/o drogato, se ha avuto un colpo di sonno o se ha perso il controllo della macchina.
Io temo che passerà il tempo e il peso dell’intolleranza che porteranno sulle spalle quei pover uomini come loro, li indurrà a indurirsi e a “difendersi come potranno”.
Bo..
8 Novembre 2008 a 7:44 pm
baronebirra
Io non mi sento italiano…ma per fortuna o purtroppo lo sono…..
Solo noi, con internet, possiamo fare vera informazione. Quella delle notizie, dei dati, dei fatti.
Quella che tv e giornali ci nascondono.
Bel lavoro.
8 Novembre 2008 a 7:46 pm
mancio
e…no….
così fate crollare un mito….. :/
12 Novembre 2008 a 11:20 pm
Geronimo
ah si è vero gli zingari rom non rapiscono i bambini… sono tutte leggende… dato che non ci sono le prove… magari perchè uno zingaro privo di documenti e di lavoro e difficilmente rintracciabile… per non parlare di un bambino scomparso… oops scusate sto facendo un commento razzista non volevo. bisogna difendere questa gente che non lavora, che manda i bambini in giro per le case a rubare e a fare l’elemosina… è la loro cultura e quindi va rispettata… come allora andrebbe rispettata la cultura di alcuni paesi islamici dove le donne vengono violentate e poi lapidate… secondo me voi state facendo un gran casino tra la gente veramente razzista e le persone che sono stufe delle ingiustizie causate da popoli con usanze diverse… se si può chiamare usanza mandare i bambini a chiedere la carità invece che mandarli a scuola…
13 Novembre 2008 a 12:08 am
faunosilvestre
Che l’assenza di prove riguardo i rapimenti sia legato al fatto che gli zingari sarebbero privi di documenti è un altra leggenda metropolitana che dimostra quanto radicato sia il pregiudizio nei confronto delle popolazioni zingare.
Tra l’altro pensare che un rapimento sia un fatto così poco “concreto” che basti l’assenza di un documento per far cadere ogni accusa è qualcosa di a dir poco assurdo: tutte le forze di polizie sarebbero da prendere e da mandare a casa immediatamente se in 20 anni non fossero mai riuscite a dimostrare un rapimento operato da zingari solo per la mancanza dei documenti (quest’ultima cosa tutta da dimostrare tra l’altro).
Non preoccuparti però: la tua reazione di fronte alla caduta di un “mito” quale quella dello zingaro rapitore non è nulla di esagerato, confortati pensando che è solo frutto di una persecuzione secolare frutto di un misto tra ignoranza e pregiudizio.
Riguardo poi i bambini mandati a rubare o a far l’elemosina posso anche condividere, ma stando bene attenti (poi) a guardare piu nel concreto le situazioni prima di giudicare cosa sia giusto e cosa sbagliato, guardando per esempio lo stato semianimalesco nei quali questi popoli vengono COSTRETTI (e sottolineo questa parola) a vivere in ITALIA.
O piu semplicemente relativizzando la propria posizione e le proprie convinzioni, il che non significa giustificare chi lapida una donna, ma nemmeno dire che le lapidano solo gli islamici senza guardare le migliaia di donne violentate nelle famiglie italiane.
Se vuoi saperne di più sulla cultura Romanì ho comunque una serie di link e di libri da segnalarti.
ciao geronimo
(che tra l’altro era il nome di un capo dei nativi americani, che per secoli sono stati etichettati e dipinti come “selvaggi” solo per giustificarne il genocidio)
13 Novembre 2008 a 12:33 am
Geronimo
ti sbagli fauno. ci sono testimonianze attendibili di bambini rapiti dagli zingari e poi liberati. prova ad andare in questo sito:http://cblog.thule-italia.org/archives/1562-Gli-zingari-rapiscono-i-bambini.html… se tutto questo non ti bastasse posso darti una mia testimonianza personale alla quale immagino non crederai… comunque ci provo lo stesso dato che hai dimostrato di essere una persona intelligente e di mente aperta nel commento appena fatto… ebbene io ho un fratello più piccolo. all’epoca del fatto aveva pochi mesi e io avevo 7 anni… ma ricordo quel giorno molto bene… eravamo in montagna con i miei genitori e mia mamma era andata a fare due chiacchiere con le amiche del paese… teneva mio fratello in braccio… ad un tratto una donna (che poi si è saputo fosse una zingara rom) ha chiesto gentimente a mia mamma se poteva prendere in braccio il bimbo… mia mamma molto ingenuamente glie lo ha dato, e nel giro di pochi minuti la zingara si era volatilizzata col bambino… i miei genitori hanno chiesto aiuto a tutti gli abitanti di quel paese finchè 2 ragazze riuscirono a rintracciare la zingara… era seduta su una panchina dove di solito stazionano i campi rom con mio fratello in braccio in attesa che arrivasse qualcuno a portarla via…le due ragazze hanno detto che sono state costrette a bastonarla perchè non voleva mollare il bambino dicendo che era suo??? ti rendi conto??? per quello che io non mi fido dei rom e credo alle storie di bambini rapiti… perchè purtroppo sono vere, altro che leggende metropolitane… il fatto che quella zingara si sia dileguata e che i miei genitori non abbiano sporto denuncia per quel fatto non significa che non sia successo niente…
13 Novembre 2008 a 12:36 am
Geronimo
questa è la testimonianza di uno di quei bambini. tratta dal sito che ti ho mandato…
Gli zingari rapiscono i bambini?Wednesday, 18 April 2007
«Ero uno di loro, strappato alla mia famiglia per mendicare». Poi una vita diversa e il riscatto: «Ma ora salvateli tutti»
Ricordo il lungo viaggio, io che stavo male, il campo degli zingari, le roulotte, l’auto dove dormivamo in cinque». Rej, oggi ha 27 anni e parla a fatica della sua vita da bambino. Dalla casa vicino a Pristina, Kosovo, fino alla Sicilia. Con la «sua nuova «famiglia», il nome cambiato, non più Cleidi, ma Rej. Così indicavano i documenti contraffatti. Insieme a lui tanti altri piccoli rubati e venduti, un esercito di senza nome, di bambini perduti in un mondo troppo spesso indifferente. Gli passiamo accanto ogni giorno, seccati dalle loro manine che sbattono ai vetri delle auto per chiederci un soldo o per lavarci il vetro. Rej è stato uno di loro e quando li incontra si toglie sempre qualche centesimo dalle tasche. Lui sa cosa succede a chi torna al campo senza il gruzzolo previsto: «Allora sono botte…» .
L’inferno
Un viaggio all’inferno per Rej, un tragitto che molti genitori percorrono nei loro incubi peggiori. Difficile parlarne senza che si venga accusati di pregiudizio verso una cultura diversa dalla nostra, quella Rom. Ma questo è il racconto di un ragazzo che ha vissuto quell’incubo. «Difficile che avvenga in Italia, e se avviene vengono subito portati lontano dal loro paese, come è accaduto a me». Le sue parole come un flash portano alla mente la vicenda di Denise. Possibile che anche lei sia finita come te in un campo zingari in un altro paese? Rej ha tanti riccioli neri, due mani che hanno lavorato sodo, tanti anelli alle dita, due cerchietti all’orecchio sinistro, una gentilezza che commuove. Guarda con occhi tristi e fa si con la testa. «Si è possibile». «Per gli zingari i bambini sono un mezzo per fare soldi», spiega. «Vedi mai un adulto che chiede l’elemosina? Sono sempre bambini e donne».
Quando il discorso torna al passato, al suo passato, Rej si fa cupo. Oggi è padre di Gabriele, un meraviglioso bimbo di sei mesi, marito felice di Tina («Non esiste un’altra donna come lei») che lo ha aiutato in questo suo difficile viaggio di ritorno a una vita normale. «Perché vuoi sapere? Cosa ci guadagno io?». Non vuole soldi Rej ma non vuole nemmeno farsi del male ricordando. Accetta solo quando gli dici che questa testimonianza potrebbe aiutare tanti altri bambini che stanno vivendo quello che ha vissuto lui. «Avevo tre fratelli e una sorella, vivevamo semplicemente ma con dignità non eravamo poverissimi. Poi mia madre mi ha venduto. Dovevano cedere il fratello più piccolo poi non so perchè hanno scelto me, forse perchè ero il più vivace».
Quante volte da bambino Rej è stato assalito non solo dalla solitudine ma anche dal senso di colpa, come tutti i bambini che preferiscono colpevolizzare se stessi piuttosto che i genitori. «Abbiamo attraversato la frontiera correndo nei boschi e poi in auto fino alla Sicilia, eravamo tanti, donne e bambini, le donne vendute per 200 dollari, i bambini qualcuno venduto per poco di più e altri rapiti». Rej piangeva di notte quando nessuno lo vede. «Mi mancava mia madre». La vita nel campo è subito durissima. Prima tutto la scuola. «Scuola di ladri», spiega Rej. «Ci insegnavano come fare a rubare nelle case, in quali quartieri, a che ora. Poi seguiva un periodo di tirocinio, al seguito di ragazzi più esperti. E poi la strada. «Se non portavi qualcosa al campo venivi punito duramente – spiega Rei – ti mettevano la testa nell’acqua, ti frustavano con l’antenna della radio, ti legavano nel bagagliaio della macchina prima di dare gas e trascinarti sullo sterrato». Immagini indelebili: «Una volta un mio amico è stato legato tutta la notte al palo della luce. Ero solo un bambino ma ho capito che non potevo restare in quel posto».
La fuga
Così Rej fugge insieme a un suo compagno di sventura. Vagano per l’Italia, rubando e correndo. «Magari scambiavamo una collana d’oro per un panino al formaggio», ricorda. «Pensi che ancora oggi devo sempre tenere una scorta di pane e formaggio in frigorifero, per la paura di sentire ancora quella fame». Ladri bambini che entrano nelle case e rubano anche giocattoli, o si lasciano incantare da un cagnolino: «Una volta in una villa c’era un cucciolo e ho giocato con lui poi mi sono immerso in una vasca piena di bolle, è il ricordo più bello che ho di allora». La fuga dagli zingari finisce a Milano: «Andavo in giro e quando vedevo le famiglie, i bambini per mano ai loro genitori, ben vestiti, sorrudenti, mi assaliva la tristezza. Ero invidioso, volevo anche io affetto e sicurezza».
Una notte mentre si riposava su una panchina alla fermata dell’autobus, una signora lo vede dalla finestra di un palazzo e chiama i Carabinieri. Inizia da qui la rinascita di Rej: «Mi hanno portato in caserma e poi affidato ai Martinitt. Quando siamo andati in Colonia ero felice, avevo capito subito che quella per me sarebbe stata un’occasione. Poi sono andato all’Asilo Mariuccia (un altro storico istituto per minori di Milano; ndr). Ho studiato e mi hanno fatto prendere il diploma di personal trainer. Ho lavorato qualche tempo in una palestra, poi ho messo su un attività di lavaggio auto con un mio amico vicino Varese». Ancora oggi ha contatti con gli educatori e con i suoi ex compagni, ai più bisognosi, se può da una mano, e li accoglie nella sua casa. «I carabinieri che mi hanno strappato alla strada mi hanno salvato la vita. Mi chiedo perchè non si fa con tutti i bambini che vagano per l’Italia chiedendo l’elemosina».
I genitori
Sottili venature di rancore percorrono le frasi di Rej quando parla della sua famiglia, ma non c’è odio: «Vorrei sapere come sta mia madre, ho provato a scriverle durante la guerra, ma le lettere sono tornate indietro, adesso che finalmente i documenti sono in regola potrei andare. Quando è nato mio figlio ho sentito la mancanza della mia famiglia anche se proprio in quel momento ho compreso la gravità di quello che avevano fatto. . Quando ho saputo che Tina era incinta ho avuto paura anche perché sentivo di essere io ad avere ancora bisogno di un padre. Non ero pronto. Poi, quando l’ho visto, tutto è cambiato». L’italiano di Rej è perfetto: «Non so più la mia lingua, quando vuoi dimenticare dimentichi, anche se purtroppo ci sono cose che rimangono fisse nella mente, come la mia casa di Mitrovica; sono certo che saprei ritrovarla subito».
[Fonte da: La Stampa]
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Questa storia alimenta quello che pensavo essere un pregiudizio: gli zingari rapiscono i bambini.
Non dissipa i miei dubbi, come per esempio dove trovino i soldi per comprare un bambino se poi vivono di elemosina.
Certo con questa ipotesi molte brutte storie come quella della piccola Denise Pipitone sarebbero risolte o risolvibili, ma forse la verità è più difficile.
Eppure la testimonianza sembra autorevole, addirittura uno scampato alla “prigionia” zingara.
Se non che l’ unica cosa che penso di poter sottoscrivere è la provenienza di molti di loro dal Kosovo e dai balcani bombardati con l’ aiuto di d’ Alema e i suoi alleati di sinistra.
Scritto da Achille at 17:31 | Commenti (0) | Trackbacks
13 Novembre 2008 a 12:56 am
faunosilvestre
Ti ringrazio per aver postato questo articolo. Ma mi dispiace ripeterlo: possibile che in 20 anni una intera magistratura quale quella italiana non abbia mai dimostrato un rapimento? possibile che se fossero davvero all’ordine del giorno e se fosse un fenomeno tanto diffuso non ci sarebbe anche solo 1 caso conclamato e condannato? (tra l’altro questo studio prende in esame 20 anni, ma ho letto un altro studio che dimostra come non ci siano casi simili dall’inizio della giurisprudenda italiana).
Riguardo questa storia, come per quella da te raccontata, io non dico assolutamente di non credere. Anzi. Credo che molto di quello che tu dici e che questo ragazzo dice sia ascrivibile a quello stesso processo mentale che fa sì che tantissimi casi di rapimento vengano attribuiti a zingari anche se i fatti dimostrano il contrario.
Per far paura ai bimbi dalle mie parti si dice sempre che se non fanno i buoni vengono le zingare a portarli via. Oppure che viene “l’uomo nero”.
I nostri processi mentali sono impregnati di pregiudizi verso il diverso: il nomade e il nero sono i diversi per eccellenza.
E non molto tempo fa si diceva che i comunisti mangiavano i bambini e non in modo caricaturale, ma con convinzione.
Come si diceva che gli Ebrei organizzassero rituali in cui venivano sacrificati i bambini.
Ma poi a fronte di questi racconti c’è una verità sostanziale dei fatti che è completamente divergente: coma spieghi questa diversità? Sei una persona intelligente, credi davvero che tutto sia risolvibile con la motivazione che “non si possono dimostrare i rapimenti perchè i rom non hanno documenti”? Possibile che un paese come il nostro in cui una famiglia intera di Rom puo venire tranquillamente portata in caserma, picchiata, minacciata, insultata e condannata per una presunta resistenza a pubblico ufficale, e tutto questo avvenga nell’assoluta indifferenza generale. Be dicevo possibile che un paese in cui avvenga questo possa poi voler dissimulare un fenomeno quale quello del rapimento di bambini se questo fosse reale? Chi avrebbe interesse a salvare i rom falsificando addirittura la realtà a loro vantaggio quando dai politici, ai media, alle forze dell’ordine, a larga parte della società (a destra quanto a sinistra) i Rom non li sopporta?
Pensaci su.
PS: su Denise Pipitone: sono anni che la si cerca tra i rom, anni che decine di signore con i loro bambini vengono prelevate da carabinieri, portate in questure, interrogate per ore, sottoposte a test del dna che svelano che non si tratta mai di Denise.
Se tutto questo invece che a donne Rom fosse accadute a donne italiane, accusate di rapimento, prelevate e portate in questure, interrogate, non credute fino al punto da fare esaminare il sangue dei loro figli.
Noi italiani cosa avremmo detto? Cosa avremmo fatto?
13 Novembre 2008 a 1:33 am
Geronimo
non voglio entrare nel merito delle statistiche… dico solo che ci sono troppe testimonianze contro di loro… e il commento di Rej che ora ha 27 anni penso che sia una prova schiacciante del fatto che i rom sfruttano i bambini… inoltre è innegabile che li usino per commettere furti nelle case… se i rom mandassero i loro figli a scuola, invece che mandarli a fare l’elemosina, e se i loro genitori andassero a lavorare invece che rubare, le cose cambierebbero… la gente li vedrebbe con occhi diversi, ma questo non succederà mai perchè loro non volgiono cambiare… e allora perchè io dovrei fidarmi di loro… la paura non è sempre sbagliata, delle volte può essere fondata da motivi concreti… per quanto riguarda il tentato rapimento di mio fratello, all’epoca ero piccolo è vero ma ci sono troppe testimonianze che quella donna era una zingara e non una del paese… e poi perchè avrebbe dovuto fermarsi proprio su una panchina vicina a un campo rom… tutte casualità? tutte paure causate dall’ignoranza?
13 Novembre 2008 a 9:25 am
faunosilvestre
Il problema di fondo è che tu parli dei rom e delle loro scelte quali quelle delle elemosine o dei furti come se fossero
1) azioni praticate da TUTTI i ROM
2) azioni che tranquillamente i rom potrebbero EVITARE trattandosi di persone come tutti
Sul primo aspetto ti sbagli perchè moltissimi sono i rom “integrati” nel senso lavorativo e sociale, come tantissimi (la maggior parte) sono i rom che fino a qualche anno fa non erano assolutamente nomadi, ma avevano case e lavori in paesi dell’est dai quali sono dovuti fuggire.
E in questo passaggio, quello della FUGA, dovresti cogliere anche il perchè del secondo punto di cui ti parlavo: la SCELTA di vivere nella illegalità.
Perchè questa non è una SCELTA ma una CONDIZIONE dettata dalla POVERTA’!
Qui non stiamo parlando di un gruppo di persone che vivono una vita agiata e che scelgono di dedicarsi ad attività deliquenziali perchè ne ricavano maggior profitto. Qui si parla invece di un gruppo umano che viene fatto vivere ai margini della società, a cui non si presta fiducia nell’affidare un lavoro, che non hanno diritto ad abitazioni popolari. Persone che vivono nella fascia di povertà.
Ed il fattto che la loro condizione sia un fatto culturale (ossia dettato dalla NOSTRA ignoranza) lo dimostra il fatto che tutti quanti noi ci commuoviamo di fronte alle immagini di un bambino africano che muore di fame (se le vediamo in tv), ma nessuno di noi ha lo stesso moto di indignazione e rabbia se vediamo le immagini di un campo rom in cui manca allo stesso modo acqua, luce, riscaldamento.
Come ti ho scritto prima anche riguardo gli Ebrei si dicevano le peggiori bestialità possibili e per secoli (ben prima che arrivasse la persecuzione dei lager nazisti e le leggi razziali italiane) attraverso queste accuse gli ebrei sono stati perseguitati.
Quindi il fatto che le accuse siano così tante, le segnalazioni arrivino a centinaia non deve assolutamente sorprendere ma fa parte di quel perverso meccanismo attraverso il quale vengono costruiti i CAPRI ESPIATORI.
13 Novembre 2008 a 1:11 pm
Geronimo
a dire il vero non sapevo che esistessero rom “integrati”. in questo caso parliamo solo di quelli non integrati. anzitutto la vita bestiale che conducono non è colpa della nostra società come dici tu ma è dovuta al fatto che insistono nel fare una vita nomade in un contesto che non si adatta al nomadismo. guarda per esempio i popoli mongoli, o gli eschimesi. anche quelli sono popolazioni nomadi che riescono a sopravvivere grazie alla caccia e alla pesca. non creano problemi a nessuno perchè vivono lontano dalla cività. ma che succederebbe se questa gente venisse assorbita dalla nostra società come è successo ai pellirosse americani? dovrebbero fare una scelta: o adattarsi al nostro modo di vivere o continuare a fare il nomade andando a rubare o facendo l’elemosina per sopravvivere. quindi i rom non integrati diventano criminali per il semplice fatto che lo vogliono loro. non si adattano al nostro modo di vivere a differenza per esempio dei pellerossa americani che si sono integrati perfettamente… quando mai senti dire che i pellirosse mandano i figli a rubare per le case? non lo faranno mai perchè lavorano e ti assicuro che anche loro inizialmente hanno avuto difficoltà ad integrarsi. i rom di cui parli non andranno mai in cerca di un lavoro perchè ormai si sono abituati alla vita criminale… e allora perchè dovrei provare pena per questa gente?
13 Novembre 2008 a 1:27 pm
Geronimo
la verità è che in italia non c’è spazio per i rom. c’è già abbastanza disoccupazione per noi e portare altra gente significa aumentare la criminalità… il buonismo va bene fino ad un certo punto… se io ti ospito a casa mia pretendo che ti comporti bene… e fino a prova contraria l’italia è un paese fondato sul lavoro e non sulla criminalità…
13 Novembre 2008 a 3:36 pm
faunosilvestre
Proprio l’esempio dei pellirosse è calzante: i pellirosse sono tutt’altro che integrati, continuano a vivere in riserve, tra i giovani pellirosse la percentuale di alcoolizzati è spaventosa. Ad oggi l’unica loro “integrazione” è quella di essere entrati nel mondo degli affari legato ai casinò.
E tutto questo proprio perchè non accettati e non integrati da secoli.
I rom sono per l’Europa quello che per gli Usa sono da sempre gli indiani. Tant’è che la soluzione adottata è la stessa: continua repressione, tentato genocidio, diffamazione, ostacoli reali all’integrazione.
Tant’è vero che gli ultimi provvedimenti presi dal governo Berlusconi hanno aumentato spaventosamente il numero di bambini che ha lasciato la scuola.
Ci sono rom che sono cittadini italiani, moltissimi lavorano e sono anche ricchi e famosi come Andrea Pirlo, Ibrahimovic, Quaresma, Mihajlovic.
Ma sono calciatori e quindi dimentichiamo la loro origine rom.
Come ci sono tantissimi delinquenti che sono italiani e tantissimi bambini italiani che vengono sfruttati dal mondo del lavoro e della delinquenza (e che quindi non vanno a scuola).
Sul secondo commento legato all’equazione immigrato=delinquente è un’affermazione smentita dal nostro sistema pensionistico che si regge in piedi solo sui contributi pagati dagli immigrati. E se loro pagano i contributi vuol dire che lavorano e che quindi evidentemente a comportarsi male non sono gli immigrati o loro piu degli italiani.
L’Italia agli italiani è una gran fregnaccia, perchè se non ci fossero stati i migranti italiani all’estero il nostro paese sarebbe collassato 60 anni fa. E se non ci fossero gli immigrati in Italia oggi il nostro paese collasserebbe oggi stesso.
13 Novembre 2008 a 4:11 pm
Geronimo
non mi risulta che in italia ci siano ostacoli all’integrazione dei rom… anzi casomai il contrario dato che vogliono persino dargli una casa… ma che senso ha dare una casa a chi vive di espedienti e ha fatto del nomadismo una ragione di vita… punto primo la casa va data a chi lavora onestamente e ha la cittadinanza italiana, punto secondo so bene che non tutti gli immigrati sono delinquenti. ma una buona parte lo è e se si parla di rom la percentuale aumenta a dismisura… ma mentre l’immigrazione è un fenomeno che riguarda tutti i popoli compresi noi italiani. il nomadismo e l’accattonaggio riguarda solo alcune etnie che non vogliono integrarsi nella nostra società… nomadismo e accattonaggio=criminalità… per di più c’è l’aggravante dello sfruttamento minorile… io ho notato che questa società è divisa da due scuole di pensiero. quelli che vorrebbero integrare i rom a tutti i costi senza però spiegarci come… dargli una casa non basta a integrarli e neppure un lavoro(c’è poi il problema che non è giusto dare un lavoro a chi non ha fatto nulla pe meritarselo. Sarebbe come dare un lavoro a un ex mafioso solo perchè fa difficoltà ad essere assunto a discapito dei disoccupati onesti) perchè loro non hanno nessuna intenzione di rinunciare all’accattonaggio… la seconda scuola di pensiero è di eliminarli tutti rimandandoli al loro paese… il problema è qual’è il loro paese dato che non ne hanno uno? a mio avviso trovare una soluzione per questa gente non è semplice perchè loro non fanno nulla per farsi aiutare anzi ci rendono la vita impossibile…
13 Novembre 2008 a 4:27 pm
Geronimo
per quanto riguarda il discorso che se non ci fossero gli immigrati l’italia collasserebbe anche questa è una gran bufala. e a dimostrarlo sono le migliaia di giovani italiani disoccupati o con lavoro precario… in italia non c’è esubero di lavoro casomai il contrario…
13 Novembre 2008 a 4:46 pm
faunosilvestre
Credo sia piu che evidente che abbiamo modi divergenti per giudicare le cose e i fatti.
Per me dare la casa solo a chi ha cittadinanza italiana è un’assurdità, a meno che la cittadinanza italiana non venga estesa a tutti coloro i quali vivono su questo territorio.
Senza entrare nei particolari delle nostre rispettive vedute ti linko, come ultimo commento su questo dibattito, un sito nel quale viene dimostrato (dati e leggi alla mano) perchè in Italia è in atto una PERSECUZIONE nei confronti dei ROM.
http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2007/12/12_Persecuzione_dei_Rrom_in_Italia._Un_crimine_contro_lumanita.html
16 Novembre 2008 a 11:27 pm
anonimo
il fatto è che in questo guazzabuglio in cui ci siamo cacciati i razzisti ci sguazzano. e questo mi dispiace perchè non è quello che voglio… bisogna sempre rispettare tutti indipendentemente dal colore della pelle, religioni, etnia o gusti sessuali… purtroppo i rom non riesco a vederli bene e non è per il colore della pelle ma per la loro cultura che secondo me è sbagliata. ho ascoltato un intervista a un rom e diceva che in certi casi è lecito rubare, per esempio per mantenere la famiglia… mi suona tanto da scusa.. ho conosciuto un sacco di gente povera che non si sognava nemmeno di andare rubare. magari fare meno figli? non sarebbe una cattiva idea… comunque non sopporto tutte quelle persone che approfittano di questo problema per dare addosso a tutti i rom rumeni etc, solo perchè non sono italiani(sono gli stessi che poi se la prendono con i negri e gli omosessuali)… a cosa serve bruciare i campi? a niente… serve solo ad alimentare odio… per quanto riguarda il fatto di dare una casa a tutti potrei anche essere daccordo ma i fondi chi ce li da? Berlusconi? Dalema? No, saremmo noi a pagare con le nostre tasse… E poi penso che chi abita qui da anni e chiede una casa abbia la precedenza rispetto a chi è appena arrivato senza documenti e magari ha anche precedenti penali… comunque anche se abbiamo idee divergenti ti ammiro perchè in buona fede cerchi di difendere gli emarginati… attento però a non finire per difendere anche chi ha commesso reati…
16 Novembre 2008 a 11:28 pm
Geronimo
il commento di prima è mio. ho dimenticato di mettere il nick.
19 Novembre 2008 a 2:46 pm
Nonmisai
Hai dimenticato di riportare un dato piuttosto significativo: di questi 20 anni di sequestri (durante i quali siamo anche passati dall’Anonima Sequestri, dall’improvviso boom economico con conseguenti rapimenti a scopo di lucro e da altro ancora) sono stati analizzati 40 casi.
Ma cmq, riporto qui sotto non solo una cosa che ho buttato sul mio blog come hai fatto tu, ma anche il link all’articolo de La Repubblica.
Poi, ognuno la pensi come vuole.
——
Dice la stampa che gli zingari non rapiscono i bambini.
Dice che lo dice la Fondazione Migrantes dopo aver esaminato i risultati di una ricerca commissionata al Dipartimento di psicologia e antropologia culturale dell’università di Verona.
Dicono che hanno esaminato 40 casi.
40 casi?
Dicono, quindi, tra le righe, che quella Rom che è stata colta in flagrante (ossia mentre usciva da un condominio con un bimbo non suo tra le braccia) dalla mamma del bimbo di cui tra parentesi, non era una Rom. Dicono che era una parente stretta, una pedofila. Strano che quella mamma non l’abbia riconosciuta.
Dicono che la donna che aveva tentato di rapire un bimbo al supermercato (fecero blindare l’intero centro commerciale in seguito all’allarme lanciato dalla madre) e che era stata trovata poi nei bagni del centro di cui tra parentesi, impugnante una macchinetta con la quale stava rasando il bimbo, fosse una parente stretta o un’amica di famiglia. Anche questa madre fu tanto sprovveduta e distratta da non ricordare il viso della donna.
E poi, a conti fatti, i 40 casi negli ultimi 20 anni non sono poi molti meno del numero totale di casi di rapimento verificati in questo arco di tempo.
E poi, certamente, in un Paese protetto da una Forza di Polizia efficiente e zelante come il nostro, i casi non sono archiviati finché non si trova il colpevole. E, sempre certamente, questo colpevole viene sempre scovato.
Il maledetto amico di famiglia.
Altro che lupo nero nella foresta.
Gli amici di famiglia.
Brutte bestie.
20 Novembre 2008 a 2:11 pm
faunosilvestre
1) “la Rom colta il flagrante mentre usciva dal condominio”: evidentemente parli della questione di Ponticelli. Se leggi il link che ho postato alla fine del mio articolo vedrai come tanto le associazioni (di parte), quanto gli inquirenti (a mio avviso super partes) stiano dimostrando come fosse stata una montatura organizzata dagli abitanti del quartiere per potersi liberare del campo nomadi (vedi poi l’assalto incendiario al campo stesso)
2) il secondo caso di cui parli non lo conosco.
3) se pensi che gli amici di famiglia non siano così “bestiali”, allora vatti a vedere i dati sulle violenze subite dalle donne italiane: l’80% avviene tra le mura domestiche ossia perpetrate da parenti o vicini. E tutti rigorosamente ITALIANI.
Hai ragione: gli amici di famiglia (italiani) sono di gran lunga peggio del lupo nero.