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Ieri al “No Cav” di Verona (giornata contro Berlusconi), c’era anche Sabina Guzzanti. Questo è uno stralcio del suo intervento (fonte Repubblica)

Osteria delle ministre / paraponzi ponzi po / le ministre son maestre / paraponzi ponzi po / e se a letto son portento, figuriamoci in Parlamento / dammela a me Carfagna / pari opportunità [...]

A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi. Ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t’ha succhiato l’uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio [...]

Grazie alla legge Moratti fra vent’anni gli insegnanti saranno scelti dal Vaticano, ma fra vent’anni Ratzinger sarà dove deve stare, cioè all’inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi, e non passivissimi. Non come i gay che hanno accettato di spostare il Gay Pride a Bologna perché a Roma, a San Giovanni, c’era un coro di preti. E ’sti cazzi, si direbbe in una repubblica democratica”

E siccome siamo una Repubblica democratica, oggi il sito della Guzzanti risulta oscurato

(Se cliccando sulla parola “sito” vi dice che la pagina non è stata trovata, non pensiate sia un mio errore. E’ che è stato proprio oscurato, il sito…)

PS: tra l’altro se qualcuno volesse leggere il cursus honorum di Mara Carfagna clicchi qui.

Stamattina ho litigato con i miei genitori.

Perché per loro prendere le impronte digitali ai bambini non è una cosa sbagliata se questo può aiutarli a proteggerli dai casi di violenza. Tipo il fatto che raccontava, giusto ieri, il Tg: genitori rom croati che picchiavano e violentavano i figli per obbligarli a rubare.

E poi i bambini quando venivano arrestati non davano le generalità dei genitori e negavano la loro identità. E scappavano dai centri perché minacciati dai genitori, che in fine sono stati arrestati per via delle intercettazioni telefoniche: minacciavano i figli anche via telefono.

Come avrebbero fatto ad arrestare i genitori, mi chiedevano i miei di genitori, senza documenti che ne dichiarassero la paternità?

Ho ribattuto che si fa come per gli italiani, che hanno documenti, hanno registrazioni ufficiali.

E se questi sono immigrati e senza documenti?

Basta fare anche ai migranti dei documenti e non creare uomini di serie A con documenti e legali, e uomini di serie B senza documenti ed illegali.

Non sono stato convincente, però, e il discorso è finito in litigata (colpa mia, ormai non sono capace di dire cose di sinistra senza incazzarmi; ed è una cosa su cui devo meditare).

I miei non sono razzisti né xenofobi. Eppure anche per loro questa idea delle impronte digitali non appare come qualcosa di ripugnante e pericoloso se serve a salvare dei bambini. Io continuo a sostenere invece che sia assurdo pensare di tutelare l’infanzia schedando persone di una singola “etnia”, ma non sono capace di dirlo, di farlo comprendere..

Inutile tra l’altro pensare alla miracolosa puntualità con la quale è apparsa la notizia di questi croati (io mi chiedo, poi, se si tratta davvero di rom o solo di immigrati che abitano in campi nomadi).

Se uno volesse essere maligno potrebbe pensare sia stata confezionata giusto per sostenere le affermazioni di Maroni.

Ma non credo di essere maligno fino a questo punto.

Di più.

Ps: in tutta sincerità penso che la proposta di Maroni sulle impronte digitali sia stata pensata per evitare quella pratica indecente (come l’ha giustamente definita Berlusconi) delle intercettazioni telefoniche.

Insomma meglio essere schedati su base etnica che intercettati al telefonino.

In campagna raccogliendo ciliegie per nove ore al giorno, tra una canzone popolare e l’altra ho ascoltato decine di discorsi dall’alto di una scala. O forse sarebbe meglio dire dal basso di un gruppo di braccianti agricoli stagionali, che oggi equivalgono ad uno spaccato della società italiana.

Ho sentito dire che il governo Prodi ha solo aumentato le tasse.

Ho sentito dire che invece Berlusconi toglierà Ici e Bollo
(però non ho sentito nessuno chiedersi con quali soldi l’avrebbe fatto…)

Ho sentito che, proprio come 3 anni fa, nessuno oggi dice di aver votato Berlusconi.

Ho sentito dire che tanto i politici sono tutti uguali.

Ho sentito una signora vantarsi di essere neutra: “io non ho votato perché non mi interessa”. E poco dopo l’ho sentita affermare “Ah, io sono proprio contraria alle centrali nucleari“.
(tra l’altro non ho sentito nessuno dirsi a favore del nucleare)

Ho sentito uomini anziani interessarsi ai pannelli solari che dei giovani (benestanti) avrebbero installato sulle loro case. Ed ho sentito gli anziani rinunciare perché “sti soldi investiti li recupereremmo tra troppo tempo, ‘a ma campà fin’a tant?”.

Ho sentito dire che solo i giovani studenti votano a Sinistra.

Ho sentito che i vecchi iscritti al Pci, quelli che facevano i viaggi premio in Unione Sovietica, oggi votano Pd.

Ho sentito dire ben gli sta ai napoletani se prendono manganellate “primo perché sono degli inzivosi e non li è mai interessato nulla né di differenziata né di regole di ogni tipo, secondo perché hanno stravotato Berlusconi ed ora proprio Berlusconi gli manda contro i poliziotti”.

Ho sentito che non erano nemmeno dalla parte dei poliziotti, anzi: “si sfasciassero la testa a vicenda!”
(però non ho sentito nessuno dire cosa faranno quando le discariche dei loro comuni saranno stracolme e lo Stato obbligherà ad aprirne altre vicino ai loro paesi e alle loro case).

Ho sentito dire “chissenefrega della questione Rete 4“.

Ho sentito a quel punto spiegare in dialetto, da un ragazzo, la sentenza europea sulla questione Rete4 - Europa 7 che punisce l’Italia con una multa di 300 mila euro al giorno.
(spiegava paragonando tutto al caso di un venditore di un terreno e di un occupante abusivo che non lo vuole lasciare al nuovo acquirente mentre lo Stato dice “me vabbè, fa niente, resta pure…” )

Ho sentito dire che è tutta colpa dell’euro che ha portato all’aumento dei prezzi.

Ho sentito parlare con ammirazione di speculatori che acquistavano ciliegie ad 1 euro da alcuni grossisti, per rivenderle ad altri grossisti a 2 euro, per poi trovarle sui mercati a 9 euro
(però non ho sentito nessuno che mettesse in relazione l’aumento dei prezzi e gli speculatori).

Ho sentito che tutti (donne, vecchi, giovani) sono favorevoli alla apertura delle case per prostitute,.

Ho sentito parlare bene degli omosessuali, salvo poi utilizzare la parola ricchione per insultarsi.

Ho sentito dire “Se si sbaglia il papa che sta a Roma, non possiamo sbagliare noi che siamo umani?”
(e non ho capito se la frase significhi la fine dell’idea dell’infallibilità papale o la sua completa divinizzazione).

Ho sentito parlare davvero poco degli zingari e dei rom
(e questo vuol dire che non siamo diventati tutti xenofobi o che è così radicato l’odio per gli zingari da essere superfluo parlarne?)

Ho sentito vecchi braccianti agricoli prevedere le mutazioni del tempo dal modo in cui il vento arrivava sulle loro spalle.

Ho sentito giovani braccianti prevedere le mutazioni del tempo attraverso sofisticate previsioni tratte da internet.
(e ho visto sbagliare tanto i giovani che i vecchi, la maggior parte delle volte non ci azzeccava nessuno sul tempo).

Ho sentito un uomo che rimpiangeva il Duce dire che “Bertinotti è stato una delusione perché era l’unico che stava dalla parte degli operai ed invece …”

Ho sentito tutto questo e mi sono posto molte domande.

Sto cercando di darmi molte risposte.

Oggi è stata presentata la squadra del quarto governo Berlusconi.

Ministro della Giustizia sarà l’agrigentino Angelino Alfano (quoto wikipedia):

Dal punto di vista legale non ha pendenze. Solo un bacio dato a Croce Napoli, il boss mafioso di Palma di Montechiaro, incontrato poco prima che morisse, al matrimonio della figlia. Il video del bacio fu acquisito dalla Procura.

Alfano ha sostenuto di non sapere chi stesse baciando e di essere stato invitato dallo sposo.

Come diceva un famoso spot: “Un bacio (al boss) è qualcosa di più…”.

Intervento pubblico di Claudia e Fabio


Dopo il mio post sulla morte del primo maggio penso sia giusto mostrare anche l’altra faccia della realtà, quella di chi si impegna affinché il primo maggio sia ancora vivo.

Proprio per questo voglio inserire nel mio blog i discorsi pronunciati da Claudia Cascione e Fabio Erriquenz (nella foto), relatori nel dibattito pubblico tenutosi il 1 maggio a Mola di Bari.

Come diceva De Gregori:

Hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo!”

(Di seguito i due interventi di Claudia e Fabio)

LAVORO E MATERNITA’ di Claudia Cascione

Sin da piccola quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande, rispondevo “L’archeologa!”. E poi mi affrettavo ad aggiungere “…e anche la mamma”.
Mi vedevo così da lì a vent’anni: un lavoro entusiasmante e una famiglia.

Siamo nel 2008: ho 23 anni, non ho un lavoro, non ho una famiglia e sono una studentessa mantenuta dai genitori, che lavora a nero per guadagnare quella tanto agognata autonomia economica.
Ma si può parlare di autonomia economica con 120 euro al mese?

Forse è presto per preoccuparmi di costruire una famiglia. Eppure guardo mia madre che alla mia età aveva già me..

Allora m’accorgo che più penso al mio futuro di archeologa e di mamma, più mi convinco che le due cose sono in contrasto tra loro.
Ho bisogno di studiare almeno tre anni per ottenere la laurea di primo livello, altri due per la specialistica, due per la Siss (necessaria per poter insegnare), poi tirocinii e graduatorie…Arrivo 30 anni con dieci anni di studio per ottenere, forse, un lavoro.
E a quanti anni dovrò arrivare per avere una casa e a quanti per dei figli?

Il mio non è un caso particolare, perché se non si tratta della Siss, si tratta di seguire, e soprattutto di pagare, dei master o delle scuole di specializzazione. Dieci anni di studio (e di soldi spesi) per arrivare a lavorare poi in un call center?
Non dovrebbe stupirmi, in fondo l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro … precario.

Vi dicevo che volevo e vorrei fare l’archeologa: ma come sperarci ancora quando ci si rende conto che è una professione che non ha una carriera regolare ma è in mano ai baroni dell’università e ai privati?
Non c’è meritocrazia nel mio campo come in tanti altri: ingegneria, medicina, giurisprudenza, economia, si va avanti attraverso il clientelarismo o le parentele. E solo alcuni casi divengono di dominio pubblico, magari per qualche arresto eccellente.

Forse sono troppo idealista e devo abbandonare l’archeologia, limitandomi ad accettare ciò che il mercato vuole che io sia.
Quindi dovrò rispondere alle inserzioni delle offerte di lavoro che richiedono giovani donne dalla bella presenza, nubili e così via.
Potrei accettare di essere una centralinista o una promoter da supermarket, così almeno con un lavoro potrei realizzare il mio desiderio di maternità.

Ma sono una donna e questo è un problema per i datori di lavoro: la gravidanza è un motivo di licenziamento. D’altro canto abbiamo fatto progressi: i licenziamenti non avvengono più con una lettera fatta firmare in bianco dal datore di lavoro al momento dell’assunzione. Ora è una libera scelta della lavoratrice che, scaricando on line il modulo prestampato, decide di licenziarsi dopo aver subito continue azioni di mobbing a causa della sua maternità.
E’ così che viene veramente oltraggiato questo diritto, non come qualche personaggio zuppo di moralità va pontificando.

Sono queste le vere violenze sulle donne. Certo ci sono anche quelle di cui ci parlano i giornali e i tg.
Ma perché dobbiamo fingere di non vedere?
Ricordiamoci che le violenze di cui ci parlano, compiute da sconosciuti, spesso stranieri, per strada sono solo il 2 % delle violenze subite dalle donne. Ben oltre va la percentuale dei maltrattamenti subiti tra le mura della propria casa: l’80% delle violenze è “domestica“.

Per non parlare delle “vittime minori“, una squallida catalogazione inventata ed usata indifferentemente da donne e uomini per riferirsi a prostitute morte, lucciole vittime di un serial killer, rumene uccise o nigeriane sgozzate.
Ma non esistono vittime minori, donne di serie A o di serie B: sono tutte donne.
Dopo gli spot per la campagna elettorale, per il richiamo al decoro pubblico, la paura è che, come sempre, le vittime ritornino nel buio della folla cui appartengono.
Sta a noi donne evitare che questo avvenga.

Se oggi sono qui su questo palco non è per una scelta di facciata, per mostrare coerenza in quanto dei problemi delle donne è giusto che a parlare siano solo le donne.
Oggi sono qui sul palco, unica donna tra i relatori, perché credo realmente che sia la donna a doversi fare carico di difendersi da tutte queste violenze, quelle che mortificano i nostri corpi o la nostra natura.
Sta a noi cambiare i meccanismi di questa società.

Questo è il femminismo: non solo rivoluzione sessuale, non solo diritto al voto, non solo parità salariale, non solo il divorzio, non solo il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza … Non solo tutti quei diritti conquistati dal dopoguerra e costantemente messi in discussione oggi.
Il femminismo è soprattutto l’dea di sconvolgere il sistema della società, della politica, dei governi, dei partiti pensato e creato a misura dell’uomo in quanto “maschio”.
Siamo differenti dall’uomo ma questo non significa essere degne solo dei lavori domestici.

Dobbiamo essere femministe perché per poterci difendere dobbiamo essere consapevoli di saper capire le dinamiche politiche, economiche o sociali che ci possono sembrare così lontane.
Dobbiamo essere noi a smettere di pensare alla nostra presenza solo come di facciata.
Il femminismo non è pensare, comportarsi e agire da uomo. Ma essere donna e costruire una realtà a misura di donna. In cui non si debba più scegliere tra l’essere mamma e l’essere archeologa.

Grazie a tutti.
Buon primo maggio.

PRECARIATO E PRECARIETA’ di Fabio Erriquenz

Care compagne e cari compagni, amici tutti, mi ritrovo nuovamente a parlare del Precariato e della Precarietà.

Lo faccio in un giorno speciale, dedicato al Lavoro. Dedicato in modo particolare ad una forma del Lavoro che io non conosco ancora e non so se avrò mai l’occasione di beneficiarne. Mi riferisco ad un Contratto dignitoso, pulito, senza insicurezze sul Futuro e, in modo particolare, sul Presente. Un Paradiso che non raggiungerò mai.
Eppure nel nostro recente passato tutte le strutture sociali ed assistenziali dello Stato italiano, la stessa cittadinanza, è stata fondata sulla centralità del Lavoro. La garanzia di un Salario dignitoso, infatti, voleva assicurare un legame indissolubile tra ogni Essere umano e la Società in cui viveva. Quella garanzia del Reddito permetteva anche lo sviluppo di una solidarietà sociale diffusa che si era organizzata e strutturata in quello che era il nostro sistema previdenziale e che, ahinoi, non esiste più. Ma questo è solo un piccolo esempio.

Mi ritrovo a parlare della Precarietà, quindi, in un giorno che effettivamente non mi rappresenta. Che non può rappresentarmi. Un po’ perché il Sindacato non è mai riuscito a capirmi, a cogliere la particolarità della mia situazione rispetto alle forme del Lavoro che ha sempre tutelato; un po’ perché questo Primo Maggio si è un poco - per non dire molto - distaccato da quelli che sono i problemi reali del Lavoro, rincorrendo forme di concertazione infinita che hanno solo annacquato le giuste rivendicazioni dei lavoratori.

Perché quella negazione di un Reddito, quella negazione di garanzie minime di Vita e di cittadinanza, si traduce anche nella negazione da tutto quello che mi circonda, a cominciare dai miei stessi amici e compagni con cui condivido silenziosamente la stessa precarietà.

Quando finirò questo umile intervento - tra qualche secondo perché penso che si debba parlare di meno e cominciare ad aprire reali vertenze - tornerò a casa. Probabilmente accenderò la televisione o leggerò il giornale che ieri ho comprato. Vedrò e sentirò persone, Padroni, chiedere ancora una volta la dissoluzione del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro. Chiederanno la detassazione degli straordinari. Chiederanno di potenziare il secondo livello della Contrattazione, cioè pretenderanno che sia l’Azienda a trattare direttamente con il lavoratore il proprio contratto di Lavoro. Individualmente. Ad personam. Sfruttando i bisogni, le necessità, le speranze dei disperati.

E così un Reddito non sarà mai uguale ad un altro, e la competizione a svendersi pur di ottenere un Lavoro, seppure a tempo determinato, salirà vertiginosamente. Una nuova barbarie si prospetta davanti a noi, che non siamo garantiti da nessuno. E non ci sarà bisogno di de-localizzare in Cina per sfruttare la forza-lavoro a basso costo, basterà venire al Sud.

Ogni anno la stessa storia, per un motivo X non riesco a partire per il Concertone del primo maggio. Quest’anno, più che in tutti gli anni precedenti, mi sentivo rodere il fegato: dopo questa batosta elettorale, con la vittoria della destra, con tutti i morti sul lavoro … quest’anno il concertone sarà una liberazione, ideali di uguaglianza, di pace, di diritti, di libertà…

Vabbè, me lo vedo in tv: almeno questo.

Non l’avessi mai fatto. Una tristezza sconfinata: dai presentatori, ai cantanti, agli esponenti dei sindacati, nessuno che dicesse parole forti su diritti, sul precariato, sui morti, sull’uguaglianza. Nessuna bandiera, della pace o della sinistra o del Che… Nessuna parola nè colore che facesse capire che quel giorno è un giorno di sinistra perché conquistato dalla sinistra, perchè voluto dalla sinistra.

Pensavo non potesse accadere, ma m’hanno ammazzato il primo maggio.

Guardavo quella massa informe, senza idee nè ideali e pensavo a questa canzone di Caparezza:

Ilaria dov’è, adesso dov’è? L’hanno vista al corteo con la maglia del Che. Urlava “No! Alla vostra mercé” mentre ingoiava cioccolata Nestlé. Con i capelli dritti al live dei Misfits. Con l’antiproiettile al live di Fifty.

Brrrr, Ilaria, quanto freddo hai nell’anima! Ilaria, uhhh. Sei gelida. Cosi gelida che nevica, sei, sei cadaverica, sei sei di facciata ghiacciata, sei cambiata Ilaria! Ilaria condizionata ha raffreddato la mia giornata

Ilaria condizionata ha raffreddato la mia giornata.

A conferma di ciò che scrivo, una mia amica romana stamattina m’ha detto: “ma sai che tristezza guardarli nelle pause affollare il Mc Donald’s?”

Amen.


Putin e la mitraglietta di Berlusconi

Per chi avesse dimenticato cosa significa avere come Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi:

“La domanda è arrivata proprio da una giornalista russa. “E’ vero che lei vuole divorziare? Non pensa a sua figlia, che oltretutto vive all’estero?” Imbarazzo alla conferenza stampa congiunta Putin-Berlusconi a Villa Certosa, ma il presidente russo non ha eluso la domanda, mentre il Cavaliere faceva un gesto scherzoso verso la cronista, mimando un mitra.

Come ha ben scritto un amico, il premier ha iniziato il suo show.

Non capisco sinceramente l’autore dell’articolo che prima parla di “gesto scherzoso” a proposito del mitra, poi continua spiegando che la giornalista, cui è stato rivolto il gesto dal nostro primo ministro buffone, ha avuto una crisi di pianto temendo per la sua vita (200 giornalisti russi uccisi in 10 anni sono un motivo valido anche per farsi un segno della croce dopo ogni articolo scritto).

Berlusconi ha poi offerto a Putin di scambiare i giornalisti russi con quelli italiani. Avrà pensato che le epurazioni bulgare siano un retaggio storico oggi inapplicabile: meglio i pogrom russi.

La notizia della “mitraglietta” conferma ciò che in molti ormai pensano. Se Berlusconi già noto per certe figure barbine a livello europeo, nonché per i suoi reati di corruzione, per i rapporti mafiosi conclamati, per il conflitto di interessi etc.. ridiventa premier per la terza volta con un numero enorme di voti, allora vuol dire che milioni di italiani sanno ma ritengono certe cose non importanti.

Nella loro scala di valori mafia, corruzione e libertà di opinione non hanno peso.

Oppure, più semplicemente, tutti questi italiani non vogliono sapere.

E dico “non vogliono” perchè come disse Giulietto Chiesa:

Dati tutti gli strumenti a nostra disposizione, oggi nessuno può dire ‘io non sapevo’. Piuttosto ‘io non ho voluto sapere’

Nonostante questo, c’è però anche un’altra parte del mondo.

Cercando la parola “suopolio” in google trovo che la prima pagina che appare è proprio il post cui avevo dato questo titolo e nel quale riportavo l’elenco dei video riguardanti Berlusconi (e mai trasmessi in Italia).

Allo stesso modo scrivendo mitraglietta+berlusconi su youtube compaiono i primi video.

La Rai ha già censurato la notizia, ma la rete ha ancora grandi margini di libertà.

Almeno per ora.

Vanessa Beecroft, Vogue Hommes, 2002

Una delle cose che più mi prendono allo stomaco è l’idea di una donna violentata.

Ho sempre pensato a cosa farei io se violentassero le donne della mia vita.

L’argomento è sicuramente inflazionato e non direi, penso, niente di orignale. Pure nonostante questa apparente banalità che l’argomento riveste, ora mi ritrovo a scriverne anch’io colpito da questa pagina di blog scritta da Jacopo Fo, figlio di Dario e Franca Rame.

Fuori dal liceo Mamiani di Roma è apparsa una scritta che diceva grossomodo: “Franca Rame ha goduto a essere stuprata”.
Si tratta di un antico insulto alle donne vittime di violenza sessuale.
Vuol dire che sei tanto troia che ti piace comunque.

Evidentemente l’argomento sarà pure inflazionato, ma non così scontato.

Quoto wikipedia: “nel marzo del 1973, Franca Rame , dietro suggerimento di ufficiali dei carabinieri della divisione Pastrengo, viene rapita da esponenti della estrema destra e subisce violenza fisica e sessuale, ricordata a distanza di tempo nel lavoro Lo stupro, del 1981. Dopo 25 anni è stata depositata la sentenza del processo, tempo che ha permesso di arrivare alla prescrizione del reato“.

A questa pagina ho voluto aggiungere questo stralcio di articolo su un fatto di cronaca accaduto alcuni giorni fa a Milano:

Tenta di stuprare minorenne. Arrestato
Sabato pomeriggio in Centrale. A dare l’allarme un clochard che vive in stazione.
In manette un uomo di 38 anni
M’accorgo di quanta ipocrisia si nasconda dietro l’approccio a queste tematiche. Tanto per cominciare è inutile negare che la notizia abbia avuto rilevanza solo perchè a dare l’allarme è stato un clochard.
E sono sicuro che avrebbe avuto una risonanza di gran lunga maggiore se fosse stato il barbone il violentatore, invece di essere stato l’eroe della vicenda.
A quel punto si sarebbero invocate le forche e la castrazione chimica contro i maledetti barboni, si sarebbe chiesto prontamente un pacchetto sicurezza ad hoc e l’espulsione dei Rom.. ops, dei barboni.
Tutto si sarebbe fatto per nascondere il vero problema: che sono mariti e figli e zii e amici di famiglia a violentare e abusare nel 90% dei casi. Sono tutti italiani, nella maggior parte dei casi di famiglie italiane benestanti, quelle che nei salotti si scandalizzano e invocano i tempi in cui queste cose non accadevano. Così, nel frattempo, per sentirsi protetti e tutelati votano Lega, An, Udc perché prenda a calci nel sedere i porci stranieri, chiudendo gli occhi sui porci dell’altra stanza.
Certo ci sono anche violenti violentatori sbarcati a Milano da qualche campagna remota della Romania o della Puglia. Questi poveri diavoli sono quelli che saltano all’occhio per il loro odore di sporco che si portano dietro da uomini-topo quali sono.
Gli altri, i porci nostrani, restano nell’ombra.
D’altro canto c’è qualcuno che si ponga il problema del PERCHE’ avvengano certe violenze?
La società occidentale e l’italiana in particolare, dimostrano tutta la loro inadeguatezza nei confronti del sesso, tutto il loro bigottismo.
Pure il sesso è cosa ancor più naturale del “bisogno” di una casa o della religione.
Non mi dilungo su questo argomento, c’è chi ne ha parlato meglio di me.
Mi interessa piuttosto tornare a dar voce a Jacopo, non saprei usare parole migliori di queste:

E mi chiedo di che dimensioni sia il deserto interiore di questo maschio rampante, e quanta paura debba avere di non essere all’altezza di un vero incontro d’amore e di passione. Forse se entrasse nelle scuole una buona educazione al sesso e ai sentimenti questo vuoto esistenziale potrebbe essere colmato nelle generazioni future.
La malattia dell’Italia non è solo politica, è morale, filosofica e sentimentale. Molti non sanno neppure cosa siano i sentimenti. Vivono tenendo carcerate le loro emozioni.

Ma a scuola non si può parlare apertamente di corpo e di anima . In Italia continua a reggere questa connivenza oggettiva tra il clero reazionario e la cultura dello stupro. Il tutto con l’appoggio esterno di settori della sinistra maschilista. Quelli che dopo il corteo pacifista tornano a casa e picchiano la moglie e queli che l’ultima volta che hanno dato un bacio d’amore è stato al liceo. Quelli che parlare di punto G li fa incazzare perché “abbiamo cose più importanti di cui occuparci”.
Io non credo che l’Italia cambierà seguendo chi è bravissimo a denunciare la corruzione e la violenza del capitalismo ma si dimentica di parlare di amore, amicizia, tenerezza, sesso, parto dolce, sentimenti, emozioni, ascolto di sé, educazione non autoritaria, scuola comica, arte, valore della vita, necessità di dare un senso anche alla morte.

Premetto che uso la formula “suopolio” copiandola.

Allo stesso modo copio (da un blog) questo elenco di filmati presenti sul portale youtube sul nostro nuovo (per la terza volta) giovane (a settant’anni) Presidente del Consiglio: Berlusconi.

Ho precisato il mio “scopiazzamento” perchè anche se siamo di nuovo nello Stato delle Libertà, non mi sembra il caso di fare davvero “un pò come cazzo ci pare” appropriandomi indebitamente delle idee altrui.

In ogni caso, giusto per non sembrare sempre anti berlusconiani, facciamo parlare qualcun altro:

DOCUMENTO TRASMESSO IN TUTTO IL MONDO TRANNE CHE IN ITALIA(CENSURATO):
http://www.youtube.com/watch?v=LhOJc1JBpKI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=mTfgtYg1_3A&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=MW8iP38KiGc&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=_tlydL2UAlQ&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=JMbr_gKDWx8&feature=related

INTERVISTA ILLUMINANTE:
http://www.youtube.com/watch?v=iXJin-dYraY
http://www.youtube.com/watch?v=eoue61XDw6k&feature=related

ALL’ ESTERO SIAMO COSì:
http://www.youtube.com/watch?v=v-uVN-2bbwM
http://www.youtube.com/watch?v=iIEQcfhAov4&feature=related

LUTTAZZI intervista TRAVAGLIO:
http://www.youtube.com/watch?v=4N6sjk-HiAQ
http://www.youtube.com/watch?v=1mOuZ_UYNYo
http://www.youtube.com/watch?v=0U01iK85xSU
http://www.youtubecom/watch?v=gXYw05AiH1c

SPOT TV SVEDESE:
http://it.youtube.com/watch?v=fTYkh2mqeKg&feature=related

TECNOLOGIA DEL CONSENSO:
http://it.youtube.com/watch?v=Fw9u-BIUPSg&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=ClTUXmd6GW8&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=owmgAf0RLJM&feature=related

STRALCI DAL DECRETO DI ARCHIVIAZIONE IN CALTANISETTA RIGUARDANTE DICHIARAZIONI SU RIINA:
http://it.youtube.com/watch?v=F9YFUbfNtII

tratto da www.sucardrom.blogspot.com/

Stamattina leggevo una lettera di Alex Zanotelli sulla demolizione di campi Rom a Casoria, Campania.

“Il 4 novembre ho assistito alla demolizione di tre campi Rom, situati nel comune di Casoria, nella provincia di Napoli. In questi campi c’erano circa quattrocento persone.
Alle 8.00 del mattino sono arrivate, scortate dalla Polizia, scavatrici, ruspe, cingolati per demolire il tutto.
Sembrava un esercito in assetto di guerra che spianava tutto. [...] Non si era mai visto a Napoli un’azione del genere: buttare fuori con la forza persone dal proprio habitat senza offrire loro prima un altro luogo ove andare. Mi ricordava certe scene viste nei regimi militari. Mi ricordava soprattutto le demolizioni che avevo visto delle baraccopoli di Nairobi. Mai mi sarei aspettato che avrei assistito a simili scene nella mia Italia.

E poi ho letto i commenti lasciati dai lettori in fondo alla pagina. Tra tutti mi sono soffermato su questo:

il comune di Casoria non ha acqua per i suoi cittadini la elemosina da altri comuni, sa cosa significa stare giorni e giorni senza acqua, e pensi io pago le tasse le bollette e non la posso avere

Certo c’erano altri commenti, da quelli che inneggiavano a prendere a ‘calci nel sedere’ ogni immigrato a quelli che al contrario richiamavano ai diritti fondamentali e all’uguaglianza tra tutti gli uomini.

Ma ho preferito soffermarmi su quel post perchè scritto proprio da un’abitante di Casoria.

E ho ripensato a quello che mi hanno raccontato qui a Turi, dove abito da pochi anni, su ciò che accadeva tanti anni fa nelle campagne. C’erano due categorie di lavoratori, i potatori e i raccoglitori. Entrambi erano gli ultimi della loro società, entrambe le categorie erano sfruttate e non avevano voce nel loro paese. Eppure tra loro c’era una tale rivalità, da essere proibito ai figli dei potatori di sposare i figli dei raccoglitori. Quel gradino in più su cui si trovavano gli “specializzati” potatori doveva essere conservato e tutelato.

I poveri si azzannavano tra loro.

Penso.

I Rom sono una categoria umana strana, direi anzi che sono piuttosto uno strumento psicologico.

Far parlare qualcuno dei Rom è come metterlo in contatto con la sua parte più intima, istintiva, animalesca. Se si parla dei Rom viene più facile mettere da parte il politically correct, la buona educazione e i buoni principi.

Ci si sente in qualche modo più tranquilli nel dar voce alle proprie rabbie contro un popolo che “se è stato cacciato da qualunque paese, un motivo ci sarà”.

Parlare dei Rom è catartico.

Per questo è utile leggere quello che viene fuori quando di mezzo ci sono i Rom, le persone mettono da parte ogni remora e sfogano le loro rabbie e si può capire quali siano i problemi che assillano le persone.

Ed ecco che di fronte al problema reale dell’acqua che a Casoria non arriva nemmeno nei condomini, o delle case popolari che non ci sono (e dei prezzi degli affitti che al contempo galoppano) si urli:

I PRETI SI FANNO IN QUATTRO PER GLI EXTRACOMUNITARI, MENTRE A NOI ITALIANI CHI CI PENSA? CERCO AIUTO E NESSUNO ME LO DA’. COSA DEVO FARE?

Per me è incomprensibile ragionare in questo modo, ma un motivo ci sarà se tanta gente non riesce a vedere oltre, se non riesce ad afferrare e a comprendere quali siano le vere cause dei loro problemi.

E’ su questo punto che bisogna meditare e capire come cambiare le cose.

Intanto, come dico dall’inizio, i poveri si azzannano tra loro.
Se solo capissero di essere poveri tutti e in egual modo, forse le cose cambierebbero.

Forse.

PS: il 6 ottobre in quello stesso campo era scoppiato un incendio dopo le minacce e le proteste degli abitanti di Casoria. La polizia inizia le indagini: un mese dopo, 4 novembre, il campo viene smantellato. Giustizia è stata fatta.

un dito per maroni
contro ogni legge razziale - NO al commissario speciale Rom

 

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