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Probabilmente il motivo per il quale Turi, il paese in cui vivo da tre anni, è nota al mondo è il suo carcere dove furono imprigionati Pertini e Gramsci.

Ieri ricorrevano i 71 anni dalla scomparsa di Antonio.

Con la Casa della Sinistra abbiamo provato a trasformare il solito pellegrinaggio degli uomini di partito alla cella in cui fu imprigionato Gramsci, in qualcosa di più vivo leggendo stralci delle sue Lettere nella piazza ai piedi del carcere.

Per due ore abbiamo ricordato non solo l’intellettuale, il prigioniero politico, il libero pensatore, ma anche l’uomo che si firmava Nino: come me, come tanti del Sud.

Un grazie ai compagni di Turi, a quanti hanno partecipato e ascoltato, ai compagni della Casa del Popolo di Mola che si sono impegnati per procurarci un gazebo, una cassa, un mixer e il libro.

Ed una promessa: ci impegneremo affinchè il ricordo, l’immagine e il pensiero di Antonio riemergano dall’oblio nel quale vogliono sprofondarlo.

Antonio Gramsci Vive

La Sinistra Arcobaleno ha ricevuto una bella batosta alle elezioni.

Non starò qui a fare l’analisi del perchè, ci sono decine di articoli e blog e siti che ne stanno parlando. Io stesso ho passato ore a leggerli.

Ciò che mi interessa ora è che a prescindere dai singoli partiti, dalla falce e martello, dal partito unico etc… penso sia più importante ora guardare al “processo unitario”: credo che ci sia bisogno di costruire una sinistra unita e plurale, nel rispetto delle esperienze e delle idee di ognuno.

Per questo più che l’analisi penso sia importante avere un’idea su cosa FARE ora.

Le case della sinistra vadano create e chiamate solo della Sinistra, perchè poi simboli e affini verranno dopo. Bisogna ripartire da luoghi fisici in cui le persone possano sentirsi coinvolte e ascoltate, possano partecipare in prima persona, si possano informare, possano dibattere, possano allontanarsi dall’alienazione televisiva o del web. Possano tornare a fare democrazia.

Dobbiamo ricreare il collegamento con il territorio, per maturare veramente l’esperienza di una unità di intenti a prescindere da quello che i “capoccioni” vogliono fare.

Non voglio “informare” e dare forma all’altro, perchè sarebbe indottrinarlo.

Voglio COMUNICARE e mettere in comune con l’altro le mie idee, le mie esperienze, conoscenze ed energie. E voglio trovare il linguaggio migliore per far sì che gli altri mi capiscano al di là della loro provenienza geografica o sociale.

Se voglio una sinistra unita e voglio delle case della sinistra è anche perché a me piace coltivare l’ “io bambino”.

Perchè i bambini, si sa, sono di sinistra.

“Nessuno sarà libero finchè anche solo uno uomo al mondo resterà in catene”

Izquierda unida para la democrazia, para la justicia social, para la libertad

un dito per maroni
contro ogni legge razziale - NO al commissario speciale Rom

 

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