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da Casa del Popolo di Mola

Primo Maggio a Mola di Bari. Dalle 16 alle 23 presso l’atrio del Palazzo Roberti si esibiranno band emergenti molesi. Alle 19 circa è previsto un dibattito sul Tema della Sicurezza sul Lavoro.

interverranno
Gianni Russo – coordinatore Camera del Lavoro (relazione unitaria CGIL-CISL-UIL)
Nico Berlen – Sindaco di Mola
Giuseppe Mazzotta – Officina dell’Arte
Nicola Parente – lavoratore del Mare
Fabio Erriquenz – giovane Precario
Claudia Cascione – studentessa

Probabilmente il motivo per il quale Turi, il paese in cui vivo da tre anni, è nota al mondo è il suo carcere dove furono imprigionati Pertini e Gramsci.

Ieri ricorrevano i 71 anni dalla scomparsa di Antonio.

Con la Casa della Sinistra abbiamo provato a trasformare il solito pellegrinaggio degli uomini di partito alla cella in cui fu imprigionato Gramsci, in qualcosa di più vivo leggendo stralci delle sue Lettere nella piazza ai piedi del carcere.

Per due ore abbiamo ricordato non solo l’intellettuale, il prigioniero politico, il libero pensatore, ma anche l’uomo che si firmava Nino: come me, come tanti del Sud.

Un grazie ai compagni di Turi, a quanti hanno partecipato e ascoltato, ai compagni della Casa del Popolo di Mola che si sono impegnati per procurarci un gazebo, una cassa, un mixer e il libro.

Ed una promessa: ci impegneremo affinchè il ricordo, l’immagine e il pensiero di Antonio riemergano dall’oblio nel quale vogliono sprofondarlo.

Antonio Gramsci Vive

“Ehi, non è che sì fascist?”

La mia bisnonna è morta tre anni fa, aveva 90 anni. Ogni volta che mi vedeva, nonostante io avessi già capelli e barba lunghi, mi guardava e mi chiedeva, “non è che sì fascist?”. Ed io lì a tranquillizzarla, “no nonna non ti preoccupare”.

Dato che era la mia bisnonna non la chiamavo nonna ma “Nonna delle caramelle” perchè di solito chiamava nipoti, nipotini e nipoti intermedi vicino a sè per riempirli di caramelle gommose che prendeva dalla borsa.

Non credo pensasse realmente che potessi essere un fascista, per lei chiedermelo forse era solo un pretesto per raccontarmi di quando c’erano i fascisti a Bari

“… che misero giù a casa nostra i soldati di guardia.

E c’erano anche le spie dentro al palazzo e noi in casa avevamo una grande bandiera rossa, quella comunista.

Allora mio padre prese e fece salire i due soldati e li fece bere tantissimo vino. Questi si ubriacarono e quando se ne andarono ci mettemmo a tagliare con la sega il tubo dell’asta della bandiera per farlo sparire.

Poi prendemmo la bandiera e la mettemmo in una bacinella con il colore per farla diventare nera che doveva sembrare un lenzuolo.

E poi nascondemmo tutto.

Mio padre non aveva mai accettato di mettere nemmeno la camicia nera”.

Oggi è 25 aprile: la Liberazione e la Resistenza.

Anche Bari resistette. Qui ci fu un terribile bombardamento, aerei tedeschi sganciarono bombe sulle navi nel porto e la Nonna delle caramelle ricordava i vetri che si erano frantumati, i racconti sulle persone uccise dalle lamiere delle navi.

Stanno morendo i testimoni diretti di quei tempi, quelli che si preoccupano che io non sia fascista perché conoscevano le brutture del fascismo e della dittatura.

Per questo ho voluto ricordare oggi la mia bisnonna per la quale queste cose erano importanti.

25 aprile: ora e sempre RESISTENZA.

In un’intervista a Luis Sepulveda, lessi una volta:

Il mondo è diviso a metà.

Ci siamo noi.

E ci sono i figli di puttana

Meditai a lungo su queste parole, cercai di capire se potessi condividerle o meno.

Alla fine mi dissi che non poteva essere così, che non potevo accettare l’idea di un mondo in bianco o nero.

Lo penso tutt’ora, eppure devo ammetterlo: gli ultimi avvenimenti mi stanno facendo pensare.

Fernando Lugo è stato eletto presidente del Paraguay. Il vescovo (scomunicato), erede della teologia della liberazione, viene sostenuto dai partiti di sinistra che sostengono il pueblo, i campesinos, i poveri del Paraguay.

E batte il partito “colorado“, anche questo un partito di sinistra al potere da sessant’anni passato perfino attraverso una fase di esplicita dittatura che, formalmente, terminò negli anni ottantanta, ma che nei fatti non si era mai conclusa.

Un ennesimo presidente “rosso” del Sud America di questi anni: un altro segnale forte da un continente che vuole emanciparsi dal protettorato statunitense.

Dicevamo del mondo diviso a metà. Già perchè in questo contesto il papa Ratzinger ha idee molto chiare e su una sponda molto diversa rispetto a quella di Lugo: oltre a scomunicare il vescovo, Benedetto XVI è il secondo papa ad essere andato in visita alla Casa Bianca.

Tra tutti i luoghi possibili al mondo l’ex ss Ratzinger si è recato da G.W.Bush per parlare di “difesa della vita”…

Come ha scritto sul suo blog don Franco Barbero il dialogo tra i due sarà stato di questo tipo:

Ratzinger: Bisogna convicere le donne a non abortire, mio caro George…
Bush: Possiamo usare la tortura, mio caro Joseph…

Lunga pausa di silenzio…

Facciamo un salto di lato: passiamo in Italia.

La campagna elettorale ha visto il pesante inserimento delle gerarchie cattoliche nettamente schierate sui “temi etici” anche se, a detta loro, non schierate politicamente.

Eppure Il Sole 24 Ore (famoso giornale comunista) riportando le opinioni dei giornali stranieri sulla situazione italiana scriveva:

La Chiesa Cattolica, secondo Newsweek, «sta cercando di riaffermare l’influenza che aveva nella politica italiana, prima dell’umiliazione dei democristiani implicati negli scandali degli anni Novanta (molti dei quali legati alla mafia)»

Il mondo è diviso a metà dicevo all’inizio.

Allora troviamo che alla Chiesa delle banche e dell’esenzione Ici sui propri immobili, risponde un’altra Chiesa.

Quella di un don Giorgio che ricorda dal suo blog il 25 aprile perchè “alla vittoria e allo strapotere della Destra padronale bisogna rispondere con i grandi ideali che nessuno potrà eliminare dal parlamento”.

Quella di un don Alex Zanotelli che scriveva dalle pagine del Manifesto una lettera a Veltroni affinchè non sostenesse la privatizzazione dell’acqua.

Quella di un don Franco Barbero che sposa le coppie omosessuali (anch’egli scomunicato).

Mi si può obiettare che è sempre stato così: anche in passato c’erano i movimenti pauperistici e le gerarchie ufficiali, c’era san Francesco vestito di sacco e i papi in damasco e gioielli. Non è cambiato mai nulla.

Allora forse anche oggi bisogna aspettarsi altre crociate contro gli eretici.

Allora forse è vero anche quello che dice Luis: ci siamo noi e ci sono i figli di puttana.

Però… Io non credo all’immobilismo della storia nè al contrario penso che vada obbligatoriamente verso “magnifiche sorti e progressive“.

Ma la storia è rivoluzionaria perché mostra che ogni cosa che oggi esiste ha avuto un inizio, quindi non esiste da sempre.

Se non esiste da sempre allora può anche finire.

E se le cose possono finire, allora vuol dire che il mondo può cambiare.

Putin e la mitraglietta di Berlusconi

Per chi avesse dimenticato cosa significa avere come Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi:

“La domanda è arrivata proprio da una giornalista russa. “E’ vero che lei vuole divorziare? Non pensa a sua figlia, che oltretutto vive all’estero?” Imbarazzo alla conferenza stampa congiunta Putin-Berlusconi a Villa Certosa, ma il presidente russo non ha eluso la domanda, mentre il Cavaliere faceva un gesto scherzoso verso la cronista, mimando un mitra.

Come ha ben scritto un amico, il premier ha iniziato il suo show.

Non capisco sinceramente l’autore dell’articolo che prima parla di “gesto scherzoso” a proposito del mitra, poi continua spiegando che la giornalista, cui è stato rivolto il gesto dal nostro primo ministro buffone, ha avuto una crisi di pianto temendo per la sua vita (200 giornalisti russi uccisi in 10 anni sono un motivo valido anche per farsi un segno della croce dopo ogni articolo scritto).

Berlusconi ha poi offerto a Putin di scambiare i giornalisti russi con quelli italiani. Avrà pensato che le epurazioni bulgare siano un retaggio storico oggi inapplicabile: meglio i pogrom russi.

La notizia della “mitraglietta” conferma ciò che in molti ormai pensano. Se Berlusconi già noto per certe figure barbine a livello europeo, nonché per i suoi reati di corruzione, per i rapporti mafiosi conclamati, per il conflitto di interessi etc.. ridiventa premier per la terza volta con un numero enorme di voti, allora vuol dire che milioni di italiani sanno ma ritengono certe cose non importanti.

Nella loro scala di valori mafia, corruzione e libertà di opinione non hanno peso.

Oppure, più semplicemente, tutti questi italiani non vogliono sapere.

E dico “non vogliono” perchè come disse Giulietto Chiesa:

Dati tutti gli strumenti a nostra disposizione, oggi nessuno può dire ‘io non sapevo’. Piuttosto ‘io non ho voluto sapere’

Nonostante questo, c’è però anche un’altra parte del mondo.

Cercando la parola “suopolio” in google trovo che la prima pagina che appare è proprio il post cui avevo dato questo titolo e nel quale riportavo l’elenco dei video riguardanti Berlusconi (e mai trasmessi in Italia).

Allo stesso modo scrivendo mitraglietta+berlusconi su youtube compaiono i primi video.

La Rai ha già censurato la notizia, ma la rete ha ancora grandi margini di libertà.

Almeno per ora.

Vanessa Beecroft, Vogue Hommes, 2002

Una delle cose che più mi prendono allo stomaco è l’idea di una donna violentata.

Ho sempre pensato a cosa farei io se violentassero le donne della mia vita.

L’argomento è sicuramente inflazionato e non direi, penso, niente di orignale. Pure nonostante questa apparente banalità che l’argomento riveste, ora mi ritrovo a scriverne anch’io colpito da questa pagina di blog scritta da Jacopo Fo, figlio di Dario e Franca Rame.

Fuori dal liceo Mamiani di Roma è apparsa una scritta che diceva grossomodo: “Franca Rame ha goduto a essere stuprata”.
Si tratta di un antico insulto alle donne vittime di violenza sessuale.
Vuol dire che sei tanto troia che ti piace comunque.

Evidentemente l’argomento sarà pure inflazionato, ma non così scontato.

Quoto wikipedia: “nel marzo del 1973, Franca Rame , dietro suggerimento di ufficiali dei carabinieri della divisione Pastrengo, viene rapita da esponenti della estrema destra e subisce violenza fisica e sessuale, ricordata a distanza di tempo nel lavoro Lo stupro, del 1981. Dopo 25 anni è stata depositata la sentenza del processo, tempo che ha permesso di arrivare alla prescrizione del reato“.

A questa pagina ho voluto aggiungere questo stralcio di articolo su un fatto di cronaca accaduto alcuni giorni fa a Milano:

Tenta di stuprare minorenne. Arrestato
Sabato pomeriggio in Centrale. A dare l’allarme un clochard che vive in stazione.
In manette un uomo di 38 anni
M’accorgo di quanta ipocrisia si nasconda dietro l’approccio a queste tematiche. Tanto per cominciare è inutile negare che la notizia abbia avuto rilevanza solo perchè a dare l’allarme è stato un clochard.
E sono sicuro che avrebbe avuto una risonanza di gran lunga maggiore se fosse stato il barbone il violentatore, invece di essere stato l’eroe della vicenda.
A quel punto si sarebbero invocate le forche e la castrazione chimica contro i maledetti barboni, si sarebbe chiesto prontamente un pacchetto sicurezza ad hoc e l’espulsione dei Rom.. ops, dei barboni.
Tutto si sarebbe fatto per nascondere il vero problema: che sono mariti e figli e zii e amici di famiglia a violentare e abusare nel 90% dei casi. Sono tutti italiani, nella maggior parte dei casi di famiglie italiane benestanti, quelle che nei salotti si scandalizzano e invocano i tempi in cui queste cose non accadevano. Così, nel frattempo, per sentirsi protetti e tutelati votano Lega, An, Udc perché prenda a calci nel sedere i porci stranieri, chiudendo gli occhi sui porci dell’altra stanza.
Certo ci sono anche violenti violentatori sbarcati a Milano da qualche campagna remota della Romania o della Puglia. Questi poveri diavoli sono quelli che saltano all’occhio per il loro odore di sporco che si portano dietro da uomini-topo quali sono.
Gli altri, i porci nostrani, restano nell’ombra.
D’altro canto c’è qualcuno che si ponga il problema del PERCHE’ avvengano certe violenze?
La società occidentale e l’italiana in particolare, dimostrano tutta la loro inadeguatezza nei confronti del sesso, tutto il loro bigottismo.
Pure il sesso è cosa ancor più naturale del “bisogno” di una casa o della religione.
Non mi dilungo su questo argomento, c’è chi ne ha parlato meglio di me.
Mi interessa piuttosto tornare a dar voce a Jacopo, non saprei usare parole migliori di queste:

E mi chiedo di che dimensioni sia il deserto interiore di questo maschio rampante, e quanta paura debba avere di non essere all’altezza di un vero incontro d’amore e di passione. Forse se entrasse nelle scuole una buona educazione al sesso e ai sentimenti questo vuoto esistenziale potrebbe essere colmato nelle generazioni future.
La malattia dell’Italia non è solo politica, è morale, filosofica e sentimentale. Molti non sanno neppure cosa siano i sentimenti. Vivono tenendo carcerate le loro emozioni.

Ma a scuola non si può parlare apertamente di corpo e di anima . In Italia continua a reggere questa connivenza oggettiva tra il clero reazionario e la cultura dello stupro. Il tutto con l’appoggio esterno di settori della sinistra maschilista. Quelli che dopo il corteo pacifista tornano a casa e picchiano la moglie e queli che l’ultima volta che hanno dato un bacio d’amore è stato al liceo. Quelli che parlare di punto G li fa incazzare perché “abbiamo cose più importanti di cui occuparci”.
Io non credo che l’Italia cambierà seguendo chi è bravissimo a denunciare la corruzione e la violenza del capitalismo ma si dimentica di parlare di amore, amicizia, tenerezza, sesso, parto dolce, sentimenti, emozioni, ascolto di sé, educazione non autoritaria, scuola comica, arte, valore della vita, necessità di dare un senso anche alla morte.

Premetto che uso la formula “suopolio” copiandola.

Allo stesso modo copio (da un blog) questo elenco di filmati presenti sul portale youtube sul nostro nuovo (per la terza volta) giovane (a settant’anni) Presidente del Consiglio: Berlusconi.

Ho precisato il mio “scopiazzamento” perchè anche se siamo di nuovo nello Stato delle Libertà, non mi sembra il caso di fare davvero “un pò come cazzo ci pare” appropriandomi indebitamente delle idee altrui.

In ogni caso, giusto per non sembrare sempre anti berlusconiani, facciamo parlare qualcun altro:

DOCUMENTO TRASMESSO IN TUTTO IL MONDO TRANNE CHE IN ITALIA(CENSURATO):
http://www.youtube.com/watch?v=LhOJc1JBpKI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=mTfgtYg1_3A&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=MW8iP38KiGc&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=_tlydL2UAlQ&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=JMbr_gKDWx8&feature=related

INTERVISTA ILLUMINANTE:
http://www.youtube.com/watch?v=iXJin-dYraY
http://www.youtube.com/watch?v=eoue61XDw6k&feature=related

ALL’ ESTERO SIAMO COSì:
http://www.youtube.com/watch?v=v-uVN-2bbwM
http://www.youtube.com/watch?v=iIEQcfhAov4&feature=related

LUTTAZZI intervista TRAVAGLIO:
http://www.youtube.com/watch?v=4N6sjk-HiAQ
http://www.youtube.com/watch?v=1mOuZ_UYNYo
http://www.youtube.com/watch?v=0U01iK85xSU
http://www.youtubecom/watch?v=gXYw05AiH1c

SPOT TV SVEDESE:
http://it.youtube.com/watch?v=fTYkh2mqeKg&feature=related

TECNOLOGIA DEL CONSENSO:
http://it.youtube.com/watch?v=Fw9u-BIUPSg&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=ClTUXmd6GW8&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=owmgAf0RLJM&feature=related

STRALCI DAL DECRETO DI ARCHIVIAZIONE IN CALTANISETTA RIGUARDANTE DICHIARAZIONI SU RIINA:
http://it.youtube.com/watch?v=F9YFUbfNtII

La Sinistra Arcobaleno ha ricevuto una bella batosta alle elezioni.

Non starò qui a fare l’analisi del perchè, ci sono decine di articoli e blog e siti che ne stanno parlando. Io stesso ho passato ore a leggerli.

Ciò che mi interessa ora è che a prescindere dai singoli partiti, dalla falce e martello, dal partito unico etc… penso sia più importante ora guardare al “processo unitario”: credo che ci sia bisogno di costruire una sinistra unita e plurale, nel rispetto delle esperienze e delle idee di ognuno.

Per questo più che l’analisi penso sia importante avere un’idea su cosa FARE ora.

Le case della sinistra vadano create e chiamate solo della Sinistra, perchè poi simboli e affini verranno dopo. Bisogna ripartire da luoghi fisici in cui le persone possano sentirsi coinvolte e ascoltate, possano partecipare in prima persona, si possano informare, possano dibattere, possano allontanarsi dall’alienazione televisiva o del web. Possano tornare a fare democrazia.

Dobbiamo ricreare il collegamento con il territorio, per maturare veramente l’esperienza di una unità di intenti a prescindere da quello che i “capoccioni” vogliono fare.

Non voglio “informare” e dare forma all’altro, perchè sarebbe indottrinarlo.

Voglio COMUNICARE e mettere in comune con l’altro le mie idee, le mie esperienze, conoscenze ed energie. E voglio trovare il linguaggio migliore per far sì che gli altri mi capiscano al di là della loro provenienza geografica o sociale.

Se voglio una sinistra unita e voglio delle case della sinistra è anche perché a me piace coltivare l’ “io bambino”.

Perchè i bambini, si sa, sono di sinistra.

“Nessuno sarà libero finchè anche solo uno uomo al mondo resterà in catene”

Izquierda unida para la democrazia, para la justicia social, para la libertad

Ieri notte sono collassato sul letto, stanco, deluso, tossivo e forse ero febbricitante.

Stamattina sono stato svegliato da mia madre che entrava in camera dicendomi:

“Svegliati, poi ritorni a dormire guarda fuori!”

Ha alzato la tapparella e lentamente ho visto il cielo giallo sabbia, tutto un monocolore, una luce bruttissima e la pioggia che copriva ogni rumore.

E poi lei:

“Guarda lì, non è splendido?”

Un arcobaleno.

Enorme, vividissimo, quasi entrava nella mia camera per quanto era vicino. Ho pensato di fotografarlo, ma ero troppo stanco.

Così ho sorriso e mi sono rimesso a dormire.

PS: questo è un arcobaleno di qualche tempo fa. Ma non c’è paragone con quello di stamane.

Che sia la falce o il martello, un arcobaleno o un fiore rosso.. L’importante è ricominciare.

tratto da www.sucardrom.blogspot.com/

Stamattina leggevo una lettera di Alex Zanotelli sulla demolizione di campi Rom a Casoria, Campania.

“Il 4 novembre ho assistito alla demolizione di tre campi Rom, situati nel comune di Casoria, nella provincia di Napoli. In questi campi c’erano circa quattrocento persone.
Alle 8.00 del mattino sono arrivate, scortate dalla Polizia, scavatrici, ruspe, cingolati per demolire il tutto.
Sembrava un esercito in assetto di guerra che spianava tutto. […] Non si era mai visto a Napoli un’azione del genere: buttare fuori con la forza persone dal proprio habitat senza offrire loro prima un altro luogo ove andare. Mi ricordava certe scene viste nei regimi militari. Mi ricordava soprattutto le demolizioni che avevo visto delle baraccopoli di Nairobi. Mai mi sarei aspettato che avrei assistito a simili scene nella mia Italia.

E poi ho letto i commenti lasciati dai lettori in fondo alla pagina. Tra tutti mi sono soffermato su questo:

il comune di Casoria non ha acqua per i suoi cittadini la elemosina da altri comuni, sa cosa significa stare giorni e giorni senza acqua, e pensi io pago le tasse le bollette e non la posso avere

Certo c’erano altri commenti, da quelli che inneggiavano a prendere a ‘calci nel sedere’ ogni immigrato a quelli che al contrario richiamavano ai diritti fondamentali e all’uguaglianza tra tutti gli uomini.

Ma ho preferito soffermarmi su quel post perchè scritto proprio da un’abitante di Casoria.

E ho ripensato a quello che mi hanno raccontato qui a Turi, dove abito da pochi anni, su ciò che accadeva tanti anni fa nelle campagne. C’erano due categorie di lavoratori, i potatori e i raccoglitori. Entrambi erano gli ultimi della loro società, entrambe le categorie erano sfruttate e non avevano voce nel loro paese. Eppure tra loro c’era una tale rivalità, da essere proibito ai figli dei potatori di sposare i figli dei raccoglitori. Quel gradino in più su cui si trovavano gli “specializzati” potatori doveva essere conservato e tutelato.

I poveri si azzannavano tra loro.

Penso.

I Rom sono una categoria umana strana, direi anzi che sono piuttosto uno strumento psicologico.

Far parlare qualcuno dei Rom è come metterlo in contatto con la sua parte più intima, istintiva, animalesca. Se si parla dei Rom viene più facile mettere da parte il politically correct, la buona educazione e i buoni principi.

Ci si sente in qualche modo più tranquilli nel dar voce alle proprie rabbie contro un popolo che “se è stato cacciato da qualunque paese, un motivo ci sarà”.

Parlare dei Rom è catartico.

Per questo è utile leggere quello che viene fuori quando di mezzo ci sono i Rom, le persone mettono da parte ogni remora e sfogano le loro rabbie e si può capire quali siano i problemi che assillano le persone.

Ed ecco che di fronte al problema reale dell’acqua che a Casoria non arriva nemmeno nei condomini, o delle case popolari che non ci sono (e dei prezzi degli affitti che al contempo galoppano) si urli:

I PRETI SI FANNO IN QUATTRO PER GLI EXTRACOMUNITARI, MENTRE A NOI ITALIANI CHI CI PENSA? CERCO AIUTO E NESSUNO ME LO DA’. COSA DEVO FARE?

Per me è incomprensibile ragionare in questo modo, ma un motivo ci sarà se tanta gente non riesce a vedere oltre, se non riesce ad afferrare e a comprendere quali siano le vere cause dei loro problemi.

E’ su questo punto che bisogna meditare e capire come cambiare le cose.

Intanto, come dico dall’inizio, i poveri si azzannano tra loro.
Se solo capissero di essere poveri tutti e in egual modo, forse le cose cambierebbero.

Forse.

PS: il 6 ottobre in quello stesso campo era scoppiato un incendio dopo le minacce e le proteste degli abitanti di Casoria. La polizia inizia le indagini: un mese dopo, 4 novembre, il campo viene smantellato. Giustizia è stata fatta.

aprile: 2008
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