In un’intervista a Luis Sepulveda, lessi una volta:

Il mondo è diviso a metà.

Ci siamo noi.

E ci sono i figli di puttana

Meditai a lungo su queste parole, cercai di capire se potessi condividerle o meno.

Alla fine mi dissi che non poteva essere così, che non potevo accettare l’idea di un mondo in bianco o nero.

Lo penso tutt’ora, eppure devo ammetterlo: gli ultimi avvenimenti mi stanno facendo pensare.

Fernando Lugo è stato eletto presidente del Paraguay. Il vescovo (scomunicato), erede della teologia della liberazione, viene sostenuto dai partiti di sinistra che sostengono il pueblo, i campesinos, i poveri del Paraguay.

E batte il partito “colorado“, anche questo un partito di sinistra al potere da sessant’anni passato perfino attraverso una fase di esplicita dittatura che, formalmente, terminò negli anni ottantanta, ma che nei fatti non si era mai conclusa.

Un ennesimo presidente “rosso” del Sud America di questi anni: un altro segnale forte da un continente che vuole emanciparsi dal protettorato statunitense.

Dicevamo del mondo diviso a metà. Già perchè in questo contesto il papa Ratzinger ha idee molto chiare e su una sponda molto diversa rispetto a quella di Lugo: oltre a scomunicare il vescovo, Benedetto XVI è il secondo papa ad essere andato in visita alla Casa Bianca.

Tra tutti i luoghi possibili al mondo l’ex ss Ratzinger si è recato da G.W.Bush per parlare di “difesa della vita”…

Come ha scritto sul suo blog don Franco Barbero il dialogo tra i due sarà stato di questo tipo:

Ratzinger: Bisogna convicere le donne a non abortire, mio caro George…
Bush: Possiamo usare la tortura, mio caro Joseph…

Lunga pausa di silenzio…

Facciamo un salto di lato: passiamo in Italia.

La campagna elettorale ha visto il pesante inserimento delle gerarchie cattoliche nettamente schierate sui “temi etici” anche se, a detta loro, non schierate politicamente.

Eppure Il Sole 24 Ore (famoso giornale comunista) riportando le opinioni dei giornali stranieri sulla situazione italiana scriveva:

La Chiesa Cattolica, secondo Newsweek, «sta cercando di riaffermare l’influenza che aveva nella politica italiana, prima dell’umiliazione dei democristiani implicati negli scandali degli anni Novanta (molti dei quali legati alla mafia)»

Il mondo è diviso a metà dicevo all’inizio.

Allora troviamo che alla Chiesa delle banche e dell’esenzione Ici sui propri immobili, risponde un’altra Chiesa.

Quella di un don Giorgio che ricorda dal suo blog il 25 aprile perchè “alla vittoria e allo strapotere della Destra padronale bisogna rispondere con i grandi ideali che nessuno potrà eliminare dal parlamento”.

Quella di un don Alex Zanotelli che scriveva dalle pagine del Manifesto una lettera a Veltroni affinchè non sostenesse la privatizzazione dell’acqua.

Quella di un don Franco Barbero che sposa le coppie omosessuali (anch’egli scomunicato).

Mi si può obiettare che è sempre stato così: anche in passato c’erano i movimenti pauperistici e le gerarchie ufficiali, c’era san Francesco vestito di sacco e i papi in damasco e gioielli. Non è cambiato mai nulla.

Allora forse anche oggi bisogna aspettarsi altre crociate contro gli eretici.

Allora forse è vero anche quello che dice Luis: ci siamo noi e ci sono i figli di puttana.

Però… Io non credo all’immobilismo della storia nè al contrario penso che vada obbligatoriamente verso “magnifiche sorti e progressive“.

Ma la storia è rivoluzionaria perché mostra che ogni cosa che oggi esiste ha avuto un inizio, quindi non esiste da sempre.

Se non esiste da sempre allora può anche finire.

E se le cose possono finire, allora vuol dire che il mondo può cambiare.

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