“Ehi, non è che sì fascist?”

La mia bisnonna è morta tre anni fa, aveva 90 anni. Ogni volta che mi vedeva, nonostante io avessi già capelli e barba lunghi, mi guardava e mi chiedeva, “non è che sì fascist?”. Ed io lì a tranquillizzarla, “no nonna non ti preoccupare”.

Dato che era la mia bisnonna non la chiamavo nonna ma “Nonna delle caramelle” perchè di solito chiamava nipoti, nipotini e nipoti intermedi vicino a sè per riempirli di caramelle gommose che prendeva dalla borsa.

Non credo pensasse realmente che potessi essere un fascista, per lei chiedermelo forse era solo un pretesto per raccontarmi di quando c’erano i fascisti a Bari

“… che misero giù a casa nostra i soldati di guardia.

E c’erano anche le spie dentro al palazzo e noi in casa avevamo una grande bandiera rossa, quella comunista.

Allora mio padre prese e fece salire i due soldati e li fece bere tantissimo vino. Questi si ubriacarono e quando se ne andarono ci mettemmo a tagliare con la sega il tubo dell’asta della bandiera per farlo sparire.

Poi prendemmo la bandiera e la mettemmo in una bacinella con il colore per farla diventare nera che doveva sembrare un lenzuolo.

E poi nascondemmo tutto.

Mio padre non aveva mai accettato di mettere nemmeno la camicia nera”.

Oggi è 25 aprile: la Liberazione e la Resistenza.

Anche Bari resistette. Qui ci fu un terribile bombardamento, aerei tedeschi sganciarono bombe sulle navi nel porto e la Nonna delle caramelle ricordava i vetri che si erano frantumati, i racconti sulle persone uccise dalle lamiere delle navi.

Stanno morendo i testimoni diretti di quei tempi, quelli che si preoccupano che io non sia fascista perché conoscevano le brutture del fascismo e della dittatura.

Per questo ho voluto ricordare oggi la mia bisnonna per la quale queste cose erano importanti.

25 aprile: ora e sempre RESISTENZA.

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