Ogni anno la stessa storia, per un motivo X non riesco a partire per il Concertone del primo maggio. Quest’anno, più che in tutti gli anni precedenti, mi sentivo rodere il fegato: dopo questa batosta elettorale, con la vittoria della destra, con tutti i morti sul lavoro … quest’anno il concertone sarà una liberazione, ideali di uguaglianza, di pace, di diritti, di libertà…

Vabbè, me lo vedo in tv: almeno questo.

Non l’avessi mai fatto. Una tristezza sconfinata: dai presentatori, ai cantanti, agli esponenti dei sindacati, nessuno che dicesse parole forti su diritti, sul precariato, sui morti, sull’uguaglianza. Nessuna bandiera, della pace o della sinistra o del Che… Nessuna parola nè colore che facesse capire che quel giorno è un giorno di sinistra perché conquistato dalla sinistra, perchè voluto dalla sinistra.

Pensavo non potesse accadere, ma m’hanno ammazzato il primo maggio.

Guardavo quella massa informe, senza idee nè ideali e pensavo a questa canzone di Caparezza:

Ilaria dov’è, adesso dov’è? L’hanno vista al corteo con la maglia del Che. Urlava “No! Alla vostra mercé” mentre ingoiava cioccolata Nestlé. Con i capelli dritti al live dei Misfits. Con l’antiproiettile al live di Fifty.

Brrrr, Ilaria, quanto freddo hai nell’anima! Ilaria, uhhh. Sei gelida. Cosi gelida che nevica, sei, sei cadaverica, sei sei di facciata ghiacciata, sei cambiata Ilaria! Ilaria condizionata ha raffreddato la mia giornata

Ilaria condizionata ha raffreddato la mia giornata.

A conferma di ciò che scrivo, una mia amica romana stamattina m’ha detto: “ma sai che tristezza guardarli nelle pause affollare il Mc Donald’s?”

Amen.


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