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Visto che Fauno Silvestre mercoledì partirà con la sua Petali sulle ceneri per un tour nella terra della sua infanzia, 20 giorni per rincontrare la Sicilia bedda, vi lascio con due delle più suggestive creature (nonchè maestri dei suddetti viaggiatori) nate alle pendici della Montagna

A presto!

per maggiori info clicca qui

Da giovedì 10 a domenica 13 a Polignano a Mare si terrà il Festival del libro “Il Libro Possibile“, ogni sera dalle 20.

Il mare, gli autori, la musica, le danze… e Claudia ed io che ci occuperemo di organizzare i volontari del servizio informazione.

Venite numerosi!

(puoi trovare questo articolo anche in EVENTI)

Ieri al “No Cav” di Verona (giornata contro Berlusconi), c’era anche Sabina Guzzanti. Questo è uno stralcio del suo intervento (fonte Repubblica)

Osteria delle ministre / paraponzi ponzi po / le ministre son maestre / paraponzi ponzi po / e se a letto son portento, figuriamoci in Parlamento / dammela a me Carfagna / pari opportunità […]

A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi. Ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t’ha succhiato l’uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio […]

Grazie alla legge Moratti fra vent’anni gli insegnanti saranno scelti dal Vaticano, ma fra vent’anni Ratzinger sarà dove deve stare, cioè all’inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi, e non passivissimi. Non come i gay che hanno accettato di spostare il Gay Pride a Bologna perché a Roma, a San Giovanni, c’era un coro di preti. E ‘sti cazzi, si direbbe in una repubblica democratica”

E siccome siamo una Repubblica democratica, oggi il sito della Guzzanti risulta oscurato

(Se cliccando sulla parola “sito” vi dice che la pagina non è stata trovata, non pensiate sia un mio errore. E’ che è stato proprio oscurato, il sito…)

PS: tra l’altro se qualcuno volesse leggere il cursus honorum di Mara Carfagna clicchi qui.

Stamattina ho litigato con i miei genitori.

Perché per loro prendere le impronte digitali ai bambini non è una cosa sbagliata se questo può aiutarli a proteggerli dai casi di violenza. Tipo il fatto che raccontava, giusto ieri, il Tg: genitori rom croati che picchiavano e violentavano i figli per obbligarli a rubare.

E poi i bambini quando venivano arrestati non davano le generalità dei genitori e negavano la loro identità. E scappavano dai centri perché minacciati dai genitori, che in fine sono stati arrestati per via delle intercettazioni telefoniche: minacciavano i figli anche via telefono.

Come avrebbero fatto ad arrestare i genitori, mi chiedevano i miei di genitori, senza documenti che ne dichiarassero la paternità?

Ho ribattuto che si fa come per gli italiani, che hanno documenti, hanno registrazioni ufficiali.

E se questi sono immigrati e senza documenti?

Basta fare anche ai migranti dei documenti e non creare uomini di serie A con documenti e legali, e uomini di serie B senza documenti ed illegali.

Non sono stato convincente, però, e il discorso è finito in litigata (colpa mia, ormai non sono capace di dire cose di sinistra senza incazzarmi; ed è una cosa su cui devo meditare).

I miei non sono razzisti né xenofobi. Eppure anche per loro questa idea delle impronte digitali non appare come qualcosa di ripugnante e pericoloso se serve a salvare dei bambini. Io continuo a sostenere invece che sia assurdo pensare di tutelare l’infanzia schedando persone di una singola “etnia”, ma non sono capace di dirlo, di farlo comprendere..

Inutile tra l’altro pensare alla miracolosa puntualità con la quale è apparsa la notizia di questi croati (io mi chiedo, poi, se si tratta davvero di rom o solo di immigrati che abitano in campi nomadi).

Se uno volesse essere maligno potrebbe pensare sia stata confezionata giusto per sostenere le affermazioni di Maroni.

Ma non credo di essere maligno fino a questo punto.

Di più.

Ps: in tutta sincerità penso che la proposta di Maroni sulle impronte digitali sia stata pensata per evitare quella pratica indecente (come l’ha giustamente definita Berlusconi) delle intercettazioni telefoniche.

Insomma meglio essere schedati su base etnica che intercettati al telefonino.

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