Oggi 90 anni dal primo conflitto mondiale. Da quell’enorme, inutile, stupida strage in cui a milioni si scannarono solo per gli interessi di banchieri, industriali, finanziari. Poveri che morirono nelle trincee per arricchire chi quelle trincee non le avrebbe mai viste.

Ieri il ministro Larussa ha avuto il coraggio di dire queste parole a chi gli diceva che bisognerebbe ricordare le migliaia di uomini fatti fucilare perché tentavano di disertare dalle trincee:

La fucilazione era probabilmente eccessiva, ma quelli erano disertori che avevano abbandonato i propri commilitoni davanti al nemico dicendo «Voi restate qui mentre io me ne torno a casa»”


Com’è comodo dire certe bestialità seduti sulla comoda poltroncina bianca di Porta a porta.

pace

Non so se oggi i militari stiano girando per le scuole parlando della bellezza della guerra o se questa proposta sia stata infine bocciata. In ogni caso pubblico questo articolo scritto da Lisa Clark: una donna che da anni vede gli effetti della guerra e proprio per questo non può non impegnarsi per costruire la pace.

E così il ministro La Russa vuole portare i militari nelle scuole per parlare del 4 novembre, nel 90mo anniversario della fine di quella «Inutile strage» (come la definì Papa Benedetto XV)! E la ministra Gelmini sembra d’accordo.
Potrebbe diventare una straordinaria lezione di letteratura e di storia: mi piacerebbe leggere ai ragazzi i versi di Wilfred Owen: «l’eterna menzogna dulce et decorum est pro patria mori», scritti nelle trincee di quella guerra, dove fu ucciso proprio il 4 novembre 1918. O quelli di Siegfried Sassoon: «I soldati sono cittadini della terra grigia della morte, non ritireranno mai i dividendi del futuro», oppure ancora, «I soldati sono sognatori: quando comincia il tuono dei cannoni, sognano il focolare di casa, un letto pulito, le carezze della moglie».
Da molti anni Peacelink ed altri persuasi della nonviolenza in Italia ci aiutano a ricordare che la prima guerra mondiale fu un orrendo massacro, che non va celebrato. Il 4 novembre dovrebbe essere un giorno di lutto e di memoria, ma anche una giornata di studio, per rafforzare il nostro impegno a realizzare finalmente le parole della Costituzione.

E tra le letture che la ministra potrebbe consigliare agli insegnanti, le suggerisco questa, di un soldato, semi-analfabeta, che morì in quel tremendo massacro:

«Maestà, inviamo a V.M. questa lettera per dirvi che finite questo macello inutile. Avete ben da dire voi, che e’ glorioso il morire per la Patria. E a noi sembra invece che siccome voi e i vostri porchi ministri che avete voluto la guerra che in prima linea potevate andarci voi e loro. Ma invece voi e i vostri mascalzoni ministri, restate indietro e ci mandate avanti noi poveri diavoli, con moglie e figli a casa, che ormai causa questa orribile guerra da voi voluta soffrono i poverini la fame! Vigliacchi, spudorati, Ubriaconi, Impestati, carnefici di carne umana, finitela che e’ tempo. Li volete uccidere tutti? Al fronte sono stanchi, nell’interno soffrono la fame, dunque cosa volete? Vergognatevi, ma non vedete che non vincete, ma volete che vadino avanti lo stesso per ucciderli. Non vedete quanta strage di giovani e di padri di famiglia avete fatto, e non siete ancora contenti? Andateci voi o vigliacchi col vostro corpo a difendere la vostra patria, e poi quando la vostra vita la vedete in pericolo, allora o porchi che siete tutti concluderete certamente la pace ad ogni costo. Noi per la patria abbiamo sofferto abbastanza, e infine la nostra patria è la nostra casa, è la nostra famiglia, le nostre mogli, i nostri bambini. Quando ci avete uccisi tutti siete contento di vedere centinaia di migliaia di bambini privo di padre? E perché? per un vostro ambizioso spudorato capriccio».

Ecco, questo è il soldato che potrebbe degnamente fare la miglior lezione ai nostri ragazzi, il 4 novembre prossimo. Grazie dell’idea, Ministri!

da Liberazione 07/09/2008 – Lisa Clark

Annunci