Mentre un poliziotto uccide il suo vicino senegalese, mentre un indiano viene bruciato nella stazione di Roma, mentre un italiano che stupra una rumena non fa notizia..
Mentre accade tutto questo e molte altre cose, in Italia passa un decreto sicurezza che ripropone fedelmente le Leggi Razziali del regime Fascista.

Come spiega bene Francesco, infatti:


Stiamo assistendo ad una evidente riproposizione delle Leggi Razziali.

L’approvazione del decreto che obbliga i medici a denunciare i clandestini se dovessero richiedere delle cure è solo un elemento, neanche il più importante (a mio modesto parere) anche se il più pericoloso (se un clandestino ha una malattia infettiva, piuttosto che recarsi in Ospedale, rischiando l’espulsione, probabilmente sceglierà di non fare nulla, aumentando il rischio di contagio).

Nel decreto “Sicurezza”, che è culturalmente molto più profondo, vengono creati gli stessi istituti razzisti previsti dalle Leggi razziali del ’38. Con il Regio decreto, tra le altre misure persecutorie, si prevedeva:

1) il divieto dei matrimoni “misti”
(“il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito”);
2) fu istituito con il compito di provvedere al censimento della popolazione ebraica in Italia un “registro degli ebrei”;
3) i genitori di razza ebraica potevano “conservare” la patria potestà dei propri figli, tranne nel caso di imposizione della propria Religione.


Oggi avviene lo stesso (ed anche peggio).
Il disegno di Legge sulla “Sicurezza” votato al Senato prevede:

1) l’impossibilità
giuridica per gli stranieri, che non siano titolari di un permesso di soggiorno in corso di validità, di contrarre matrimonio;
2) è stato istituito presso il Ministero dell’Interno un registro dei “senza casa” (quelli che vengono bruciati vivi sulle panchine, per intenderci). Forse un domani questa lista potrebbe tornare utile alle ronde che lo stesso testo-Sicurezza istituisce;
3) gli appartenenti alla razza degli immigrati extracomunitari, non dotati di permesso di soggiorno, non possono compiere atti di stato civile. Questo significa che una donna che partorisce non potrà riconoscere suo figlio come naturale (sarà quindi “figlio di nessuno”), quindi le verrà tolto ed affidato ad un istituto.

Mi vergogno sempre di più di essere italiano.

Ma è in questo momento che bisogna resistere e disobbedire (come fa la Regione Puglia che vieterà le delazioni).

Non possiamo accettare che altri esseri umani vengano ritenuti dei NON-UMANI da questo governo becero, da questi italiani beceri.

Resistere.
Resistere.
Resistere.

Dalla puntata “Migranti” del programma Presa Diretta

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