Le favole hanno sempre cercato di esorcizzare i traumi collettivi ed individuali.
Il cannibalismo degli orchi nascondeva gli stupri subiti dalle donne e dai bambini.

 

“Fuggi, fuggi, bella sposa. Sei dei briganti nella casa!”
“Potete dirmi se il mio fidanzato abita qui?” Domandò la faciulla.
“Ah povera bimba” rispose la vecchia “sei finita in un covo di briganti. tu credi di essere una sposa alla vigilia delle nozze, ma le tue nozze saranno con la morte. Vedi, ho dovuto mettere sul fuoco un gran paiolo pieno di acqua. Se cadi nelle loro mani, ti fanno a pezzi senza pietà, ti fanno bollire e ti mangiano perché sono cannibali”
Non aveva finito di parlare che tornò nella casa quella banda malvagia. Trascinavano con sè un’altra fanciulla, erano ubriachi e non davan retta al suo pianto e alle sue grida. Le fecero bere tre bicchieri colmi di vino, uno bianco, uno rosso, uno giallo, e le si schiantò il cuore. Le strapparono le belle vesti, la misero su una gran tavola, fecero a pezzi il bel corpo e lo cosparsero di sale.

[“Lo sposo brigante” – Jakob e Wilhelm Grimm]

Tratto da http://www.thrivingandhome.com/orco.jpg
Foto tratta da: http://www.thrivingandhome.com/orco.jpg

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