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Abu Yazid  Arifur Al Ristanni |

Per trent’anni avevo invocato Dio; poi tacqui.
Scoprii allora che quell’invocazione era il mio velo.

(maestro sufi – IX secolo)

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Quando a qualcuno dico di essere buddhista di solito la prima risposta che ricevo suona più o meno così:
Ah ma allora anche tu ripeti sempre la stessa frase .. ed hai appesa alla parete una pergamena sacra?
Ho impiegato un po’ di tempo per capire di cosa stessero parlando.

Ho imparato a meditare dai monaci Theravada, l’antica tradizione buddhista diffusa in Thailandia e nel sud-est asiatico. Ajahn Chandapalo, l’abate del monastero Santacittarama, mi ha insegnato a stare seduto, portare l’attenzione sul respiro, recitare mentalmente Buddho oppure lasciare – andare. Le parole seguono il respiro, non lo forzano, aiutano a raccogliersi in se stessi, a tornare in sè. Raggiunto un certo equilibrio si mettono da parte anche i mantra e si resta a guardare la propria mente.

Nessun ripetizione ossessiva di NAMU MYOHO RENGE KYO, nessuna strana pergamena da contemplare.

Mi ci volle un po’ di tempo per capire cosa ci fosse dietro il mantra ipnotico e la pergamena magica.  Si riferivano tutti alla Soka Gakkai: un cosiddetto Buddhismo, divenuto famoso in Italia grazie alla conversione di Roby Baggio.
Una setta che  fa molti proseliti in Occidente ma che non viene riconosciuta dalle altre tradizioni buddhiste in quanto tradisce l’insegnamento che accomuna i praticanti di tutto il mondo.

Penso che ognuno sia libero di praticare nel modo che ritiene appropriato e che ognuno debba essere libero di percorrere il  percorso che gli sembra adeguato.
Però ciò che non si è liberi di fare è mistificare.

La Soka Gakkai è una setta che con il Buddhismo non ha davvero nulla a che spartire
.

L’articolo sottostante spiega bene il perché
.



Il buddhismo contraffatto

(tratto da http://www.fiorediloto.org)

L’insegnamento della Soka Gakkai, esprime quanto di più lontano ci possa essere dal buddismo, principalmente perché anziché tendere all’eliminazione dei desideri bramosi, secondo il Buddha causa di attaccamento e sofferenza, essi vengono quasi incoraggiati, con la promessa secondo la quale la recitazione di un particolare mantra può far avverare i propri obiettivi in qualsiasi campo, persino finanziario, lavorativo e sessuale.

Inutile dire come queste mirabolanti promesse alimentino le false speranze dei soggetti psicologicamente più indifesi e fragili, nonché stimolino una mentalità materialista e consumistica.
Leggi il seguito di questo post »

O meglio, risveglio dal letargo.

Sono utili i periodi di lontananza e silenzio, di messa a maggese di se stessi. Si diventa più fertili e ricettivi.

Peccato che a differenza di quel che succede ad orsi, ghiri e affini, durante il letargo non si perdano i grassi, tutt’al più s’accumulano.

Unico effetto collaterale, d’altro canto, visto che risvegliandosi dal letargo (proprio come orsi, ghiri e affini), ci si ritrova improvvisamente e istintivamente ad impegnarsi per giornate intere in un’unica attività: nutrirsi.

Dopo questa premessa (e con non poco ritardo) inauguro questo 2009 del mio blog con quello che ritengo sia stato il più bel messaggio di auguri ricevuto il 1 gennaio.

VOI!

VOI, IL POPOLO, AVETE LA FORZA DI FARE CHE LA VITA SIA BELLA E LIBERA,

DI FARE DI QUESTA VITA UNA SPLENDIDA AVVENTURA.

QUINDI IN NOME DELLA DEMOCRAZIA USIAMO QUESTA FORZA!

COMBATTIAMO PER UN MONDO NUOVO CHE SIA MIGLIORE!

(Charlie Chaplin in “Il grande dittatore“)

PS: ringrazio Santamary per avermi inviato questo messaggio

Un’intervista a Berlusconi per il suo compleanno (72 anni). Non era in giacca e cravatta ma aveva una maglia scura: mi ha fatto impressione. La faccia tirata ed il collo da vecchio. 

Ho pensato a questo vecchiaccio pieno di soldi, capelli trapiantati, botulino.
E questo vecchiaccio mi ha fatto pena. Sì: mi ha fatto proprio pena.

Questo è ciò che direbbe a tal proposito Ajhan Sumedho, un monaco buddhista theravada, con la sua semplicità e ironia.

Le conseguenze dell’azione

Possiamo spiegare il kamma anche in questo modo: “Se compi buone azioni, ottieni un buon risultato. Se compi cattive azioni, ottieni un cattivo risultato”.

Ma la gente non sa con certezza come interpretare questa legge. Probabilmente dice: “Conosco un tizio veramente cattivo, uno che imbroglia, mente e ruba, eppure è molto ricco. Vive in una splendida casa, possiede tutte le cose materiali che desidera, eppure è un gangster. Ammettiamo che sia vera la legge del kamma, che le buone azioni producano risultati positivi, e le cattive azioni risultati negativi; allora perché non sta soffrendo? Perché possiede tutte quelle splendide cose e, a quanto pare, non viene acciuffato?”.

Apparentemente, sta ottenendo risultati positivi dalle cattive azioni compiute. Forse pensate che, dato che possiede una grossa auto, una bellissima casa e un mucchio di soldi sia, in un modo o nell’altro, una persona felice. Ma se voi foste stati un ladro o un assassino, vi rendereste conto che sono i ricordi di ciò che avete fatto i risultati del kamma.

Pur possedendo una casa accogliente e oggetti magnifici, non potete non ricordare come siete venuti in possesso di tutto ciò, di quante persone avete approfittato, a quanti avete mentito, e così via. Pensate che vi sentireste felici e sicuri seduti nel vostro salotto elegante? Pensate a cosa sono costretti a fare i criminali: passano il tempo a bere, a prendere sedativi, hanno allarmi antifurto, vivono con enormi cani ringhianti e guardie del corpo. Ovunque si trovino, debbono rimanere in incognito e agire con circospezione.

Pensate alla vostra esperienza. Se dite una bugia o fate un pettegolezzo su qualcuno o vi appropriate di qualcosa, quando vi sedete e meditate, ciò che avete fatto vi fa sentire bene? Oppure è qualcosa di cui non vorreste neppure sentir parlare, che vorreste dimenticare?

Dovremmo tenere a mente che siamo costretti a ricordarci qualsiasi cosa facciamo. Se compiamo cattive azioni, avremo brutti ricordi; se compiamo buone azioni, avremo bei ricordi. Si tratta semplicemente di questo.

Se fate cose buone, se siete gentili e generosi e sedete in meditazione, vi verrà in mente: “Ho appena aiutato qualcuno; ho fatto qualcosa di buono”. Quella che provate è una sensazione di felicità che è di aiuto alla meditazione. Vi coglie una sorta di gioia, di rapimento che deriva dalla riflessione sulle buone azioni compiute; è uno dei fattori dell’illuminazione.

Questo è il genere di kamma che potete dimostrare a voi stessi, non perché crediate alle mie parole, ma perché osservate e riflettete come opera nella vostra vita.

(tratto da “Il Kamma e la rinascita” )

(tratto da “Dice lo Zen ” di Tsai Chih Chung)

Ho trovato questa splendida storia di un autore mesoamericano. Spero vi piaccia.

Buona lettura.

L’Asino e il Flauto

Abbandonato in un campo giaceva da qualche tempo un Flauto che ormai nessuno più suonava, finché un giorno un Asino che passava di là vi soffiò forte facendogli produrre il suono più dolce della sua vita, della vita dell’Asino e del Flauto.

Incapaci di capire quel che era accaduto, dato che la razionalità non era il loro forte ed entrambi credevano nella razionalità, si separarono in fretta, vergognandosi della cosa migliore che l’uno e l’altro avessero fatto durante la loro triste esistenza.

(A. Monterroso, in La pecora nera e altre favole)

Asino (nome scientifico “invidia penis“)

Tornare dalla campagna, sudato, sporco di terra, intontito dal sonno e scottato dal sole, ed incontrare un muratore che ti guarda, ti fa un mezzo sorriso e un cenno di saluto con la testa…
non ha prezzo.

Non fatevi guidare dalla tradizione, dalla consuetudine o dal sentito dire; dai testi sacri, dalla logica o dalla verosimiglianza; dalla dialettica o dalla fedeltà ad una dottrina.
Non fatevi convincere dall’apparente intelligenza di qualcuno o dal rispetto per un maestro.
Quando capite da voi stessi cosa è falso, stolto e nocivo, vedendo che porta danno e sofferenza, abbandonatelo.
E quando capite da voi stessi che cosa è giusto coltivatelo

(Buddha)

Mi è sembrato bello iniziare questo spazio virtuale con un idea di assoluta libertà.
Un promemoria per me stesso quando mi appresterò a leggere e scrivere.
Ed anche un buon promemoria per chi mi leggerà, perchè mantenga sempre la sua autonomia di giudizio.

Non fatevi guidare.

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