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“Stanno votando la morte della Grecia.
Noi abbiamo vinto contro i Nazisti,
abbiamo vinto contro la dittatura fascista
e vinceremo anche questa volta” 

Mikis Theodorakis, compositore greco |

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La Grecia è lontana più di un braccio di mare.
Le polis si ribellavano ad Alessandro, noi crocifiggevamo Spartaco. 

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Il 30 maggio 1941 Manolis Glezos, insieme ad altri partigiani, tolse la bandiera del Terzo Reich che sventolava sull’Acropoli sostituendola con quella greca, inaugurando così la Resistenza. Fu il primo gesto di lotta in Europa.
oggi, 12 febbraio 2012, Manolis Glezos era in piazza ad Atene a prendersi le cariche della polizia per continuare quella lotta.  leggi qui ]

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In piazza Syntagma sono decine di migliaia le persone che si sono radunate fin dal primo pomeriggio di oggi. La folla non sembra fasi intimidire. “Andar via? Non ci penso nemmeno“, dice Giorgos, 43 anni, insegnante di matematica, “dobbiamo restare qui finché le misure non saranno bocciate“.
La massiccia presenza in piazza non viene scalfita dagli scontri in quanttro punti delle vie laterali. “Maladetti porci, servi“, urla una signora coprendosi il viso per non respirare i lacrimogeni. Due manifestanti portano uno striscione: “Basta paura ed apatia, tutti in piazza”  [ leggi qui ]

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Il parlamento ha appena approvato l piano di austerità dettato alla Grecia dalla Commissione europea, dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca centrale europea (la cosiddetta troika) che porevede ultriore deregulation sul mercato del lavoro e un ulteriore taglio delle retribuzioni.  [ leggi qui ]


Vignetta di Andy Ventura
pubblicata su www.insertosatirico.com

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RACCONTI RESISTENTI

Le proteste che infiammano l’Europa raccontate in presa diretta.
La rete e le piazze, la partecipazione e la lotta. 

 

Paolo Ferrero || segretario Prc
In queste ore in Val di Susa la popolazione resiste contro lo sgombero violento ordinato da questo governo. La Valle di Susa è un bene comune!

La polizia ha riempito di lacrimogeni l’area del piazzale dove oramai è concentrata tutta la gente. Un lancio di lacrimogeni senza senso, solo per gasare la gente.

Manifestanti NO-TAV inseguiti nei boschi sopra Chiomonte dalla polizia che spara i lacrimogeni anche nel bosco, rischiando di incendiare tutto e fare una strage. Decine di anziani in fuga sui dirupi. Non è gestione dell’ordine pubblico, ma una specie di tribale e criminale vendetta.

In Val di Susa la lotta non finisce. La soggettività costruita in questi anni ha a che vedere con al consapevolezza di se, dei propri diritti, della possibilità di decidere del proprio futuro. Hanno occupato militarmente il terreno ma non sanno che la dignità delle persone non può essere occupata. La lotta continua.

[lunedì 27 giugno – ore 10 – Libera Repubblica della Maddalena] 

 

Anubi D’Avossa Lussurgiu ||  giornalista 

L’Assemblea di Piazza Syntagma sullo sciopero generale dalla mezzanotte passata a quella di venerdì, imposto ai sindacati ufficiali e che sta assediando il potere in un duello decisivo in Grecia.

Ad Atene, nel primo dei due giorni dello sciopero più generale dai tempi della caduta della Giunta militare, sta accadendo qualcosa: l’esercito di polizia si è dovuto ritirare da piazza Syntagma, avvolta da fumo e incendi, e per la prima volta anche dalle rampe d’accesso al Parlamento che deve votare il massacro sociale targato FMI-UE-BCE.

…a piazza Syntagma ad Atene la battaglia è durissima ormai da molte ore: dopo essere stata ridotta agli ingressi del Parlamento, la polizia con 5mila unità ha attaccato la piazza da tutti i lati; ma la folla, divisa fra spezzoni sui viali vicini e un concentramento agli ingressi della metro, resiste.  ‎(naturalmente, il tutto con l’impiego di tonnellate di gas CS, in granate d’ogni tipo: a mano, con fucili lanciatori, a grappolo, in spruzzatore… E’ l’Europa, baby!)

[martedì 28 giugno 2011 – ore 18]
 

Roberto Carminati || giornalista
La polizia spagnola è intervenuta con la forza a Valencia contro alcune centinaia diindignados che protestavano davanti alla sede del Parlamento regionale contro l’elezione di diversi indagati per corruzione alle regionali e amministrative del 22 maggio.
La protesta dei giovani indignados di Valencia è iniziata durante la notte fra l’8 e il 9 giugno  attorno alla sede del parlamento regionale che si è riunito in seduta costitutiva. Nelle prime ore della mattinata la polizia è intervenuta per allontanare i manifestanti e stabilire un perimetro di sicurezza attorno all’ingresso del parlamento.
La polizia ha caricato più volte colpendo i giovani a colpi di manganello.

[giovedì 9 giugno]

Le cariche della polizia contro gli indignados di Barcellona

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Questo è il trailer di un bellissimo documentario (ricco di humor) realizzato da Gustav Hofer e Luca Ragazzi, “Improvvisamente l’inverno scorso“, edito da Ponte delle Grazie e venduto (a 19 euro) in un cofanetto assieme al libro.

Il documentario – che ha conquistato la Berlinale dello scorso anno – ripercorre la storia che dai Pacs, ha portato ai Dico ai DoDoRe e poi al nulla.

Come scrive Il Venerdì di Repubblica:
realizzato con pochissimi fondi, commentato da Veronica Pivetti, è zeppo di curiose interviste, benedetto dal senso dell’umorismo anche quando è patente l’omofobia di buona parte degli intervistati. Quanto al libro, non è solo un diario del cinediario ma un piccolo, informato manualetto sulla realtà italiana e internazionale in materia”

Una bella notizia. Certo è meno bello pensare che i sottotitoli in inglese che si vedono sotto il video sono la traduzione con la quale questo documentario sta girando il mondo (addirittura verrà proiettato in Thailandia) ma non ha ancora trovato un distributore per le sale italiane.

Però è un segnale incoraggiante, come l’altra nuws incoraggiante che ho copincollato qui sotto: nel nostro profondo (profondissimo) Sud, un comune – Polistena, provincia di Reggio Calabria– si è dichiarato “amico dei gay e delle lesbiche“.

Da non crederci, vero?

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POLISTENA E’ IL PRIMO COMUNE
AMICO DEI GAY

ROMA – Polistena, in provincia di Reggio Calabria, è il primo comune italiano a dichiararsi “amico dei gay”.

Lo rende noto l’Arcigay
. Il comune calabrese, governato da una maggioranza di centrosinistra, ha infatti approvato ieri sera all’unanimità un regolamento contro le discriminazioni ai lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender), proposto dal consigliere Massimo Frana (Pd).

L’atto “costituisce – precisa l’Arcigay – un importante impegno nell’affermazione di una società plurale dove la diversità diventa valore aggiunto e non stigma sociale”. Il regolamento disciplina vari ambiti della vita dell’ individuo finora relegati alla sfera privata, “individuando un interesse pubblico di tutela e rispetto delle persone omosessuali, come il lavoro, la salute”.

Sollecita, inoltre, il Consiglio Regionale affinché doti la Calabria di strumenti normativi che possano garantire il rispetto delle persone lgbt. “Questo risultato – ha commentato Frana – è sorprendente per un piccolo comune di provincia del mezzogiorno, ma è il frutto della capacità di relazione e dialogo che abbiamo costruito in molti anni”.

Per il presidente dell’Arcigay, Aurelio Mancuso, “Polistena fa un passo di eccellenza, in un panorama politico nazionale che ignora qualsiasi forma di tutela delle persone lgbt. Invitiamo tutti i comuni di provincia a prendere esempio da Polistena per ridare un riconoscimento pubblico alla dignità e alla felicità di milioni di gay, lesbiche e bisessuali che vivono lontano dalle città”.

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D’altro canto non dobbiamo abbassare la guardia rispetto ad altre notizie – assolutamente sconfortanti – come quelle che trovate a questo link.

Alcuni titoli
:
Spedizioni anti-gay ad Udine e Pordenone
Il Vaticano contro la moratoria Onu per depenalizzare il reato di omosessualità
Ragazza lesbica picchiata a Napoli

La situazione non è eccezionale in Italia sul fronte dei diritti individuali, lo sappiamo. Ma proprio per questo dobbiamo sostenere chi con humor, amore e fantasia lavora ogni giorno per cambiare il senso comune delle cose, per trasformare (aprendole a nuovi orizzonti) le menti- i cuori – le anime delel persone ingrigite e annebbiate da ignoranza e pregiudizi.

Ecco quindi che vi lascio con un altro “brano” del film/libro e con il consiglio di andare sul sito ufficiale dove potete trovarea anche la puntata (di 24 minuti) delle “Invasioni barbariche” in cui i due registi hanno presentato il loro documentario, ed in cui viene mostrato il trailer anche di un altro film – altrettanto bello –  “Un altro pianeta” di Tummolini.

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Perchè la Sinistra in Italia è divisa? Perchè Vendola è uscito da Rifondazione, Rifondazione non sta con Sinistra Democratica, I Comunisti Italiani si riavvicinano a Sinistra Critica?

Per favore non pensate subito: “perchè sono le solite cagate dei nostri politici”.

Leggete questo articolo che spiega (secondo me abbastanza bene) un pò di queste questioni che sono sicuramente più interessanti e importanti di quel che possa sembrare.

Certo questo articolo non spiega tutto, ma penso possa essere un buono spunto sul quale potremmo discutere.

(Ho linkato alle parole meno chiare – o per le quali era necessario un approfondimento – delle pagine chiarificatrici tratte da wiki e altre fonti)

Buona lettura a tutti .

Fauno Silvestre
che spesso non sa dire se sia socialista/comunista/socialdemocratico/anarchico o cazzeggista.. ma crede nella democrazia partecipata, nell’uguaglianza, nella libertà, nella pace, nell’amore, nella solidarietà, nell’ambiente, nell’arte, nella fantasia, nella ricerca scientifica, nella molteplicità di culture ed esperienze.

sinistra-europea


Ferrero: «La sinistra anticapitalista unita. Nel gruppo del Gue»

Tratto da Liberazione, 08-03-2009 – Checchino Antonini

«Stiamo lavorando per un accordo di tutta la sinistra radicale e comunista, per una lista unitaria tra Rifondazione, il Pdci, Sinistra critica e gli altri movimenti. Non si può fare invece una lista così slavata da non sapere dove andrà in Europa o da non avere contenuti chiari. Ad esempio i socialisti in questi anni hanno detto cose diverse dalle nostre».

Prima di entrare al teatro Carcano di Milano, che ospitava l’iniziativa di Rifondazione per presentare il programma della Sinistra europea, Paolo Ferrero invia un messaggio – via agenzie – all’assemblea di Firenze. Poi, dal palco, spiegherà meglio, dirà che va bene una lista unitaria delle sinistre alle europee ma che vada nel Gue (il gruppo unitario della sinistra alternativa) e «non col compagno Craxi, che realizza quell’unità con la rinuncia ai simboli del movimento operaio. Non basta dirsi di sinistra in Italia e poi votare la Bolkestein a Strasburgo».

Prima di lui anche Vittorio Agnoletto, eurodeputato del Prc, dal palco del Carcano aveva interloquito con i convenuti a Firenze per ricordare gli sforzi per dirottare il gruppo socialista dall’iniziale fascinazione per la direttiva che avrebbe innalzato a 65 ore l’orario settimanale. O quella direttiva che porta il nome di Claudio Fava (segretario di Sd, ndr) per la quale se un padrone viene scoperto a sfruttare un migrante senza documenti viene condannato a pagargli le spese di espulsione.

«Così chi avrà mai il coraggio di denunciare il suo sfruttatore?», si chiede Agnoletto di fronte alle sei-settecento persone che hanno riempito il teatro per ascoltare una narrazione polifonica di esperienze di lotta e di elementi di programma.

Ospiti d’onore: i leader della Linke, Lothar Bisky, e del Synaspismos, Alexis Tsipras, introdotti dal responsabile esteri, Fabio Amato. Convitato di pietra: la crisi. Una crisi raccontata innanzitutto con le voci di una città dove in 250mila rischiano il posto e la cassa integrazione è aumentata del 251% quella ordinaria e del 145% quella straordinaria.

Ha spiegato il segretario provinciale Prc, Nello Patta, che Milano è un laboratorio dell’insicurezza (dai pogrom di Opera alle ronde) e di un blocco di potere composto da banche, multinazionali, poteri pubblici con alcune superfici di contatto con la finanza criminale. Un capitalismo di infima qualità che sta mettendo a rischio il 20% del residuo insediamento industriale.

Ma è una città capace di «nuovi segnali». Dalla resistenza dei 70 operai dell’Innse a quella delle lavoratrici Benetton, degli spazi sociali e degli antirazzisti che la sera prima hanno confinato una ronda padana sotto un ponte. Poi ci sono i gruppi di acquisto popolari di cui parla Luciana Maroni, e l’Onda, «scomparsa dai giornali ma non dalle università e attiva in Grecia e in Francia», dice Cristina Palmieri.

Storie che dicono «nulla di nuovo ma tanto di vero». Come quella di Nicoletta, sindacalista Sdl (Sindacato dei Lavoratori Intercategoriale, ndr), precaria della sanità pubblica, due figli, 1.300 euro e scadenza tra un anno.

Come quella di Mariangela Tognon, scodellatrice, ossia lavoratrice delle mense scolastiche comunali. «E’ una crisi che divide», spiega Marina Benuzzi, della Cgil, individuando nel contratto nazionale il luogo per la redistribuzione.

Crisi e resistenze raccontate soprattutto da donne perché non sfugga che la lotta al patriarcato non può essere scollegata a quella contro il capitalismo.

E se Anita Sonego, dell’Università delle donne, parte dalle istanze dei corpi sotto controllo (da quello di Eluana a quello dei migranti), Agnoletto fornisce altre cifre rivelatrici della magnitudo della crisi: +41% dei furti nei supermercati, +20% dei pignoramenti di immobili, +230% di chi ricorre alle lotterie.

E’ questo il quadro su cui deve calarsi il programma comune della Sinistra europea (venti partiti e altri 12 come osservatori). Perché la crisi «che è economica, ecologica, alimentare e di democrazia – dirà Ferrero – è il frutto della globalizzazione che ha puntato sulla finanziarizzazione dell’economia e sulla sistematica compressione dei salari». Per questo è impensabile uscire dalla crisi con i sacrifici, «sono stati i sacrifici a produrre la crisi».

La ricchezza c’è e va redistribuita. In 25 anni 150 miliardi di euro si sono spostati dal monte salari a quello dei profitti. «La crisi, allora, dovranno pagarla i ricchi», insiste il segretario di Rifondazione enunciando una piattaforma che va dal salario sociale per i disoccupati all’ampliamento della cassa integrazione (per pubblico e privato, stabili e precari), dal controllo pubblico del credito alla Tobin Tax, alle nazionalizzazioni per riconvertire l’economia.

Il livello europeo è evidente, è lì che si costruisce l’alternativa. E l’antiberlusconismo «urlato o no» non basta. L’accondiscendenza di Di Pietro alle grandi opere berlusconiane, l’ambiguità del Pd nella costruzione della guerra tra poveri non sono utili a bloccare il mix di razzismo, sessismo e clericalismo con cui le destre provano a unire ciò che disgregano con le loro politiche economiche. «La crisi del Pd è strategica», conclude Ferrero indicando nella produzione di forme di conflitto e di solidarietà la strada per la construzione della sinistra alternativa, «che non sia l’ala sinistra del Pd».

Il mio amico Donnacecena
mi ha consigliato il video seguente per dimostrarmi che
l’Italia [non] è un paese razzista.


Alla fine non ho potuto dargli torto..
.

Ma non contento, ho preferito rispondergli con un altro video:
un monologo di Ascanio Celestini.

Quindi ora, ditemi voi:
chi ha ragione tra
Fauno Silvestre e Donnacecena?

O meglio, risveglio dal letargo.

Sono utili i periodi di lontananza e silenzio, di messa a maggese di se stessi. Si diventa più fertili e ricettivi.

Peccato che a differenza di quel che succede ad orsi, ghiri e affini, durante il letargo non si perdano i grassi, tutt’al più s’accumulano.

Unico effetto collaterale, d’altro canto, visto che risvegliandosi dal letargo (proprio come orsi, ghiri e affini), ci si ritrova improvvisamente e istintivamente ad impegnarsi per giornate intere in un’unica attività: nutrirsi.

Dopo questa premessa (e con non poco ritardo) inauguro questo 2009 del mio blog con quello che ritengo sia stato il più bel messaggio di auguri ricevuto il 1 gennaio.

VOI!

VOI, IL POPOLO, AVETE LA FORZA DI FARE CHE LA VITA SIA BELLA E LIBERA,

DI FARE DI QUESTA VITA UNA SPLENDIDA AVVENTURA.

QUINDI IN NOME DELLA DEMOCRAZIA USIAMO QUESTA FORZA!

COMBATTIAMO PER UN MONDO NUOVO CHE SIA MIGLIORE!

(Charlie Chaplin in “Il grande dittatore“)

PS: ringrazio Santamary per avermi inviato questo messaggio

740: è il numero delle volte che è stato letto il mio post “Chi gode dello stupro“. E’ il piu letto del mio blog

130: è il numero di volte in cui si è arrivati al mio blog cercando le parole “stupro“, “violentata” o parole simili

6 milioni 743 mila: è il numero di donne italiane dai 16 ai 70 anni che sono state stuprate

69% : è la percentuale di stupri ad opera di mariti, fidanzati o partner

Visto il grande interesse che riscontro in chi viaggia in rete sul presunto “godimento” della donna durante uno stupro, completo il mio primo post su questo argomento con un video realizzato da Franca Rame. E’ un monologo (scritto nel 1975) in cui ricostruisce la violenza da lei subita.

Forse così i dubbi su questo argomento saranno del tutto dissipati.

Oggi 90 anni dal primo conflitto mondiale. Da quell’enorme, inutile, stupida strage in cui a milioni si scannarono solo per gli interessi di banchieri, industriali, finanziari. Poveri che morirono nelle trincee per arricchire chi quelle trincee non le avrebbe mai viste.

Ieri il ministro Larussa ha avuto il coraggio di dire queste parole a chi gli diceva che bisognerebbe ricordare le migliaia di uomini fatti fucilare perché tentavano di disertare dalle trincee:

La fucilazione era probabilmente eccessiva, ma quelli erano disertori che avevano abbandonato i propri commilitoni davanti al nemico dicendo «Voi restate qui mentre io me ne torno a casa»”


Com’è comodo dire certe bestialità seduti sulla comoda poltroncina bianca di Porta a porta.

pace

Non so se oggi i militari stiano girando per le scuole parlando della bellezza della guerra o se questa proposta sia stata infine bocciata. In ogni caso pubblico questo articolo scritto da Lisa Clark: una donna che da anni vede gli effetti della guerra e proprio per questo non può non impegnarsi per costruire la pace.

E così il ministro La Russa vuole portare i militari nelle scuole per parlare del 4 novembre, nel 90mo anniversario della fine di quella «Inutile strage» (come la definì Papa Benedetto XV)! E la ministra Gelmini sembra d’accordo.
Potrebbe diventare una straordinaria lezione di letteratura e di storia: mi piacerebbe leggere ai ragazzi i versi di Wilfred Owen: «l’eterna menzogna dulce et decorum est pro patria mori», scritti nelle trincee di quella guerra, dove fu ucciso proprio il 4 novembre 1918. O quelli di Siegfried Sassoon: «I soldati sono cittadini della terra grigia della morte, non ritireranno mai i dividendi del futuro», oppure ancora, «I soldati sono sognatori: quando comincia il tuono dei cannoni, sognano il focolare di casa, un letto pulito, le carezze della moglie».
Da molti anni Peacelink ed altri persuasi della nonviolenza in Italia ci aiutano a ricordare che la prima guerra mondiale fu un orrendo massacro, che non va celebrato. Il 4 novembre dovrebbe essere un giorno di lutto e di memoria, ma anche una giornata di studio, per rafforzare il nostro impegno a realizzare finalmente le parole della Costituzione.

E tra le letture che la ministra potrebbe consigliare agli insegnanti, le suggerisco questa, di un soldato, semi-analfabeta, che morì in quel tremendo massacro:

«Maestà, inviamo a V.M. questa lettera per dirvi che finite questo macello inutile. Avete ben da dire voi, che e’ glorioso il morire per la Patria. E a noi sembra invece che siccome voi e i vostri porchi ministri che avete voluto la guerra che in prima linea potevate andarci voi e loro. Ma invece voi e i vostri mascalzoni ministri, restate indietro e ci mandate avanti noi poveri diavoli, con moglie e figli a casa, che ormai causa questa orribile guerra da voi voluta soffrono i poverini la fame! Vigliacchi, spudorati, Ubriaconi, Impestati, carnefici di carne umana, finitela che e’ tempo. Li volete uccidere tutti? Al fronte sono stanchi, nell’interno soffrono la fame, dunque cosa volete? Vergognatevi, ma non vedete che non vincete, ma volete che vadino avanti lo stesso per ucciderli. Non vedete quanta strage di giovani e di padri di famiglia avete fatto, e non siete ancora contenti? Andateci voi o vigliacchi col vostro corpo a difendere la vostra patria, e poi quando la vostra vita la vedete in pericolo, allora o porchi che siete tutti concluderete certamente la pace ad ogni costo. Noi per la patria abbiamo sofferto abbastanza, e infine la nostra patria è la nostra casa, è la nostra famiglia, le nostre mogli, i nostri bambini. Quando ci avete uccisi tutti siete contento di vedere centinaia di migliaia di bambini privo di padre? E perché? per un vostro ambizioso spudorato capriccio».

Ecco, questo è il soldato che potrebbe degnamente fare la miglior lezione ai nostri ragazzi, il 4 novembre prossimo. Grazie dell’idea, Ministri!

da Liberazione 07/09/2008 – Lisa Clark

Questo brano è stato tratto da “L’età contemporanea” di Peppino Ortoleva – Marco Revelli, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori – pg 592)

Nazionalismo e razzismo

Nel corso degli anni ottanta e novanta (dell’Ottocento) apparvero contemporaneamente in diversi paesi europei nuovi movimenti politici. […] Ciò che univa l’insieme di questi movimenti e ne faceva un modello nuovo di organizzazione di massa era il nazionalismo esasperato e il violento odio antiebraico. […]

Il carattere razziale che veniva attribuito all’identità nazionale andava oltre i confini degli stati nazionali. Il nazionalismo portava questi movimenti alla rivendicazione di un’unificazione totale dei gruppi etnici (così il nazionalismo tedesco diveniva “pangermanesimo” e il nazionalismo russo “panslavismo”) e quindi tendeva a unire tra loro diverse nazionalità che si supponevano congiunte in un’unica stirpe: sempre di più in quegli stessi gruppi si sottolineava il peso di una comune identità europea o bianca o caucasica (con termine razzista pseudo scientifico), contro gli ebrei e i popoli asiatici e africani oggetto della colonizzazione.

Sviluppo estremo del nazionalismo, questi movimenti sciovinisti ne segnavano in un certo senso anche la fine in quanto indicavano come sbocco del movimento nazionale non più lo stato nazione ottocentesco, ma una sorta di grande comunità di stirpe unita più dall’odio per gli estranei alla stirpe stessa (gli ebrei nel suo seno, i popoli colonizzati all’esterno) che da una reale identità comune.

In questa versione del nazionalismo la Storia cessava di essere centro unificante della nazione e cedeva il posto al “sangue”, a un’impalpabile unità biologica che poi, paradossalmente, coincideva sempre con il ceppo linguistico.


Questa è un piccolo sunto delle origini (e dei paradossi interni) del movimento razzista e nazionalista che sorse alla fine dell’Ottocento. Quello che ancora oggi, travestito in mille modi, mostra i suoi effetti nel nostro paese.

Io a tutto questo preferisco, naturalmente, gli splendidi esempi di multiCULtura presenti in questo video.

Con colpevolissimo ritardo do una notizia splendida: sono stato premiato con un meme!

Voi vi chiederete cosa sia: non lo sapevo nemmeno io fino a quando Valeria non mi ha premiato.

Così copio la spiegazione data da Valeria stessa:

Un meme è un’idea, un concetto, un segmento di significato passa da un individuo all’altro come un contagio, per imitazione e nel passare muta e insieme si conserva, come un virus.

Una filastrocca, una barzelletta, un pregiudizio, sì, ma anche un pensiero critico, un’idea, una bella musica, i versi di una poesia, un’informazione.

Mi sembra molto adatto alla blogosfera: si creano legami, fili virtuali ma tenaci attraverso cui ci si scambia riflessioni, notizie, pensieri, conoscenza reciproca.

Questa idea viene tradotta quindi sulla blogosfesra in un premio: il “Brillant weblog“. In parole povere si fa un elenco dei propri blog preferiti e questo elenco forma un meme: ossia una splendida idea da far girare.

Continuo a citare Valeria: “Il Brillante weblog è un premio assegnato ai siti e i blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale!

Le regole:

– al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog;

– scegli un minimo di 7 blog (o di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link e avvisali che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.

– (facoltativo) esibire la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.

Non mi aspettavo certo di essere inserito nell’elenco memico di Valeria: è incredibile che a premiarmi sia stata proprio una blogger che io leggo come fonte di riflessione e approfondimento.

E cosa ancora piu incredibile è la motivazione che lei ha addotto:

Fauno silvestre perché ha il dono di arrivare al cuore dei problemi con una semplicità che gli invidio e basta leggere questo post per capire cosa intendo

Fatemi gongolare un po.

Tu du duuuu, tu du duuuu” (canzoncina con balletto  – non visibile da voi – annesso)

Ancora un po di gongolamento.

Tu du duuu, tu duu duuuu”  (idem come sopra).

Ora pero la parte piu difficile del premio: fare l’elenco dei propri blog preferiti!

E qui sta il bello: a chi lo do?

Il dubbio è amletico in quanto da un lato non sono un lettore assiduo di alcuni blog in particolare ma sono un cazzeggione del blog… dall’altro lato tra i miei blog preferiti ci sarebbe proprio quello che mi ha premiato (e che non posso ripremiare a mia volta) e un’altro blog che ha già vinto il premio (come il Nuvole e lenzuola di Annì!)

I pretendenti sono tanti ma mio malgrado farò la mia personale classifica:

1) Francesco Pietanza: per il suo impegno, per la sua alta riflessione politica, per il suo coraggio nel mettere faccia-cervello-cuore in quello che dice e fa.

2) Posturanismo: per la capacità di intepretare i bisogni e le idee della gente, per il suo coraggio nel fare outing su un palco o ad un congresso, per il suo amore per Mola di Bari (nonostante tutto…)

3) Sergio Bontempelli (qui): per l’impegno a favore degli ultimi e dei migranti, per la capacità di smascherare le mistificazioni e i luoghi comuni messi in piedi dai mezzi di comunicazione

4) No blogo: per l’indignazione, la forza, l’acume con la quale si batte contro ogni razzismo, contro la xenofobia

5) Vecchi Froci: per la poesia sottile e la malinconica ironia con la quale racconta il mondo visto dagli occhi di un vecchio frocio

6) SucarDrom: perché da voce e forza a chi non l’ha: Rom e Sinti

7) Mancio: perchè nonostante tutti gli dicano di essere meno logorroico e di mettere meno puntini, lui continua a scrivere ciò che pensa, ciò che non gli va. E, soprattutto, non smette mai di leggere e commentare anche quello che gli altri dicono e pensano.

BLOG VIDEO

1) Donna cecena: per i video introvabili, i documentari d’annata, le traduzioni dal francese, la profondità dei temi, la poesia delle sue produzioni.

BLOG GRAFICI

1) Patuono: perché è difficile rimanere a lungo lontani dalle storie esilaranti di Super K & Co.

FOTO

1) Gli scatti del Pierre: anche se non pubblica da un pò, ha uno splendido tocco ed è un grande ritrattista (chissà con una macchina migliore…)

SITI

1) Santacittarama: “il giardino del cuore sereno”: per gli insegnamenti sulla meditazione Buddhista

2) Casa del popolo: per il loro lavoro

3) Oradistelle: per avermi indirizzato per prima sulla strada degli Haiku… e aver dato il là ad una splendida amicizia.

4) Manga ed anime: per tutte le puntate dei miei anime preferiti tradotti dal giapponese

PS: non ho volutamente inserito i vari MySpace perché spesso sono pagine riservate al dialogo con i propri intimi e non mi par gentile rendere pubblici i loro discorsi ^_^

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