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“Non è sufficiente denunciare il razzismo, bisogna spiegare perché e come gruppi ed individui arrivino a credere ad una tale rapprsentazione (e a renderla operante nell’azione sociale, politica e culturale).

Il razzismo, come la cultura e l’etnia, è una costruzione culturale e per sbarazzarsene non basta argomentare che le razze non hanno alcuna consistenza dal punto di vista scientifico: al ricercatore spetta il compito di rendere conto dei termini della sua costruzione e del suo funzionamento.

Per quanto infondata sul piano scientifico, la nozione di razza funziona come una rappresentazione sociale efficace.  Come osserva Colette Guillaumin, il razzismo non ha alcun rapporto con la realtà dei fatti, non sono dei fatti a generarlo, ma un universo immaginario le cui esigenze possono radicarsi nella verità come nell’errore

Renè Gallissot

Di certo non mi aspetto che un Maroni possa voler dar conto delle esigenze profonde cui la gente dà risposta attraverso il razzismo. E’ su quelle esigenze che si basa il suo potere, quello della Lega, quello della ‘ndrangheta.

Ma sta a noi analizzare, capire, tradurre e (soprattutto) provare a risolvere le esigenze non risolte e degenerate che danno vita al razzismo di cui sono vittima i migranti di Rosarno. O gli abitanti di Baghdad.


– Nel rifugio-lager di Rosarno: “Viviamo tra i topi e la paura” (inchiesta)
– I terroristi eravamo noi. Parola di reduce dall’Iraq  (video)

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Perchè la Sinistra in Italia è divisa? Perchè Vendola è uscito da Rifondazione, Rifondazione non sta con Sinistra Democratica, I Comunisti Italiani si riavvicinano a Sinistra Critica?

Per favore non pensate subito: “perchè sono le solite cagate dei nostri politici”.

Leggete questo articolo che spiega (secondo me abbastanza bene) un pò di queste questioni che sono sicuramente più interessanti e importanti di quel che possa sembrare.

Certo questo articolo non spiega tutto, ma penso possa essere un buono spunto sul quale potremmo discutere.

(Ho linkato alle parole meno chiare – o per le quali era necessario un approfondimento – delle pagine chiarificatrici tratte da wiki e altre fonti)

Buona lettura a tutti .

Fauno Silvestre
che spesso non sa dire se sia socialista/comunista/socialdemocratico/anarchico o cazzeggista.. ma crede nella democrazia partecipata, nell’uguaglianza, nella libertà, nella pace, nell’amore, nella solidarietà, nell’ambiente, nell’arte, nella fantasia, nella ricerca scientifica, nella molteplicità di culture ed esperienze.

sinistra-europea


Ferrero: «La sinistra anticapitalista unita. Nel gruppo del Gue»

Tratto da Liberazione, 08-03-2009 – Checchino Antonini

«Stiamo lavorando per un accordo di tutta la sinistra radicale e comunista, per una lista unitaria tra Rifondazione, il Pdci, Sinistra critica e gli altri movimenti. Non si può fare invece una lista così slavata da non sapere dove andrà in Europa o da non avere contenuti chiari. Ad esempio i socialisti in questi anni hanno detto cose diverse dalle nostre».

Prima di entrare al teatro Carcano di Milano, che ospitava l’iniziativa di Rifondazione per presentare il programma della Sinistra europea, Paolo Ferrero invia un messaggio – via agenzie – all’assemblea di Firenze. Poi, dal palco, spiegherà meglio, dirà che va bene una lista unitaria delle sinistre alle europee ma che vada nel Gue (il gruppo unitario della sinistra alternativa) e «non col compagno Craxi, che realizza quell’unità con la rinuncia ai simboli del movimento operaio. Non basta dirsi di sinistra in Italia e poi votare la Bolkestein a Strasburgo».

Prima di lui anche Vittorio Agnoletto, eurodeputato del Prc, dal palco del Carcano aveva interloquito con i convenuti a Firenze per ricordare gli sforzi per dirottare il gruppo socialista dall’iniziale fascinazione per la direttiva che avrebbe innalzato a 65 ore l’orario settimanale. O quella direttiva che porta il nome di Claudio Fava (segretario di Sd, ndr) per la quale se un padrone viene scoperto a sfruttare un migrante senza documenti viene condannato a pagargli le spese di espulsione.

«Così chi avrà mai il coraggio di denunciare il suo sfruttatore?», si chiede Agnoletto di fronte alle sei-settecento persone che hanno riempito il teatro per ascoltare una narrazione polifonica di esperienze di lotta e di elementi di programma.

Ospiti d’onore: i leader della Linke, Lothar Bisky, e del Synaspismos, Alexis Tsipras, introdotti dal responsabile esteri, Fabio Amato. Convitato di pietra: la crisi. Una crisi raccontata innanzitutto con le voci di una città dove in 250mila rischiano il posto e la cassa integrazione è aumentata del 251% quella ordinaria e del 145% quella straordinaria.

Ha spiegato il segretario provinciale Prc, Nello Patta, che Milano è un laboratorio dell’insicurezza (dai pogrom di Opera alle ronde) e di un blocco di potere composto da banche, multinazionali, poteri pubblici con alcune superfici di contatto con la finanza criminale. Un capitalismo di infima qualità che sta mettendo a rischio il 20% del residuo insediamento industriale.

Ma è una città capace di «nuovi segnali». Dalla resistenza dei 70 operai dell’Innse a quella delle lavoratrici Benetton, degli spazi sociali e degli antirazzisti che la sera prima hanno confinato una ronda padana sotto un ponte. Poi ci sono i gruppi di acquisto popolari di cui parla Luciana Maroni, e l’Onda, «scomparsa dai giornali ma non dalle università e attiva in Grecia e in Francia», dice Cristina Palmieri.

Storie che dicono «nulla di nuovo ma tanto di vero». Come quella di Nicoletta, sindacalista Sdl (Sindacato dei Lavoratori Intercategoriale, ndr), precaria della sanità pubblica, due figli, 1.300 euro e scadenza tra un anno.

Come quella di Mariangela Tognon, scodellatrice, ossia lavoratrice delle mense scolastiche comunali. «E’ una crisi che divide», spiega Marina Benuzzi, della Cgil, individuando nel contratto nazionale il luogo per la redistribuzione.

Crisi e resistenze raccontate soprattutto da donne perché non sfugga che la lotta al patriarcato non può essere scollegata a quella contro il capitalismo.

E se Anita Sonego, dell’Università delle donne, parte dalle istanze dei corpi sotto controllo (da quello di Eluana a quello dei migranti), Agnoletto fornisce altre cifre rivelatrici della magnitudo della crisi: +41% dei furti nei supermercati, +20% dei pignoramenti di immobili, +230% di chi ricorre alle lotterie.

E’ questo il quadro su cui deve calarsi il programma comune della Sinistra europea (venti partiti e altri 12 come osservatori). Perché la crisi «che è economica, ecologica, alimentare e di democrazia – dirà Ferrero – è il frutto della globalizzazione che ha puntato sulla finanziarizzazione dell’economia e sulla sistematica compressione dei salari». Per questo è impensabile uscire dalla crisi con i sacrifici, «sono stati i sacrifici a produrre la crisi».

La ricchezza c’è e va redistribuita. In 25 anni 150 miliardi di euro si sono spostati dal monte salari a quello dei profitti. «La crisi, allora, dovranno pagarla i ricchi», insiste il segretario di Rifondazione enunciando una piattaforma che va dal salario sociale per i disoccupati all’ampliamento della cassa integrazione (per pubblico e privato, stabili e precari), dal controllo pubblico del credito alla Tobin Tax, alle nazionalizzazioni per riconvertire l’economia.

Il livello europeo è evidente, è lì che si costruisce l’alternativa. E l’antiberlusconismo «urlato o no» non basta. L’accondiscendenza di Di Pietro alle grandi opere berlusconiane, l’ambiguità del Pd nella costruzione della guerra tra poveri non sono utili a bloccare il mix di razzismo, sessismo e clericalismo con cui le destre provano a unire ciò che disgregano con le loro politiche economiche. «La crisi del Pd è strategica», conclude Ferrero indicando nella produzione di forme di conflitto e di solidarietà la strada per la construzione della sinistra alternativa, «che non sia l’ala sinistra del Pd».

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Le pareti di internet sono tappezzate di scritte, come i muri e le mura delle nostre città.
Tra pubblicità e graffiti, ogni tanto capita di imbattersi in frasi (come quella qui sotto) capaci di interpretare perfettamente un momento:


VENNERO IN SELLA DUE GENDARMI
VENNERO IN SELLA CON LE ARMI,
CHIESERO AL MEDICO SE LI VICINO
FOSSE PASSATO UN CLANDESTINO…

Sempre nei pressi dele stesse mura e muri di questa città virtuale, capita anche di imbattersi in qualche pagina stropicciata di un giornale di sinistra, in questo caso Micromega, che riporta un articolo interessante di Giuseppe Giulietti di Articolo 21, che riesce ad analizzare e a relazionare molto bene due fatti all’apparenza distanti come il Decreto sicurezza e il (Decreto) Eluana, passando per il Vaticano…


Per i clandestini nessuna “pietas cristiana”

di Giuseppe Giulietti,16-02-2009

Non sappiamo se il papa Benedetto XVI sia stato avvertito, ma abbiamo le prove che il pericoloso germe del relativismo abbia messo robuste radici nei sotterranei del Vaticano, e non solo.

Non abbiamo dubbi che all’orecchio di “pietas cristiana” siano sicuramente arrivate le urla e le invettive scagliate dai cosiddetti politici cattolici contro il presidente Napolitano a proposito della drammatica vicenda di Eluana Englaro.

Tra i più scatenati si è distinto, come sempre, il cattolicissimo re Silvio che ha impugnato la bandiera della difesa della vita e della famiglia (con raro sprezzo del ridicolo…) “se Eluana fosse stata mia figlia….” ha più volte sospirato il religiosissimo Silvio aggiungendo, con ispirazione tipicamente francescana:
“Ha anche le mestruazione potrebbe generare un figlio”
.
Parole queste che saranno sicuramente ricordate nei secoli come un raro e delicato esempio di “pietas cristiana”.

Non sono ovviamente mancati i cardinali e i vescovi che si sono commossi per queste celestiali parole. Peccato, tuttavia, che appena qualche ora prima il governo e la maggioranza avessero imposto una norma che obbligherà i medici a denunciare i malati clandestini.
Molti di costoro non si faranno più curare, con tutte le conseguenze possibili e immaginabili.

La maggioranza del cattolicissimo re Silvio non ha avuto esitazione alcuna a far approvare una norma che recide proprio quelle radici cristiane dell’Europa tanto care al pontefice. Contro questa decisione si sono sentite le voci di tante comunità di base di tante associazioni laiche e cristiane di qualche vescovo, ma non si è certo sentito quel coro forte e possente che ha accompagnato tutta la vicenda di Eluana.

Ci auguriamo che qualcuno voglia informare Benedetto XVI anche di questa pagina di storia italiana e che lui medesimo voglia promuovere una inchiesta per comprendere chi abbia diffuso i germi del relativismo nei sotterranei del Vaticano.

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PS: d’altro canto come ha fatto notare Agnese (amica di un’amica) riguardo la frase di Berlusconi su Eluana:

Pensare ad una gravidanza nel caso di Eluana sarebbe comunque perpetrare uno stupro: perché pure se non subisse violenza fisica, sarebbe una gravidanza impostale dall’esterno!
Quindi è come se Berlusconi avesse detto che una donna è un animale da parto, pure se è incosciente
“.

Qualcuno si stupisce di questa riflessione?
Io non vedo nulla di strano. In fin dei conti la frase del nostro re Silvio non è altro che il frutto di quella mentalità imperante nel nostro Belpaese in cui si emanano decreti di emergenza contro gli stupri operati da stranieri (tra il 3 e il 10%), senza preoccuparsi del  90% degli stupri commesso da ITALIANI, il 69% dei quali ad opera di mariti, fidanzati, partner, parenti.


Se proprio vogliamo un decreto espulsione, che sia contro gli Italiani
.


PER SAPERNE DI PIU:

Il 90% degli stupri compiuto da Italiani (fonte Repubblica)
Il delirio xenofobo del “Giornale”
La pillola contro la violenza
Chi gode dello stupro? Parte II
Protezione civile

bianchi

Mi chiedo

quando tutti i campi Rom saranno stati bruciati (come a Napoli)

quando tutti i rumeni saranno stati rimpatriati (come chiede Maroni)

quando tutti i barconi dei clandestini saranno stati affondati (come chiede Bossi)

quando tutte le prostitute verranno ammazzate (come vogliono i cittadini bene)

quando gli omosessuali si faranno curare (come vuole la Chiesa)

quando i comunisti non staranno più nel parlamento (questo è già successo)

quando tutti i capri espiatori saranno finiti e si scoprirà che

sono italiani i delinquenti che ammazzano, rubano, rapiscono (ed esportano mafia, camorra, ‘ndrangheta)

sono italiani i primi al mondo nel turismo sessuale

sono italiani 1 milione di clienti delle prostitute

sono italiani gli industriali che non aumentano gli stipendi agli operai nonostante aumentino i loro di stipendi sino al 200%

sono italiani nel 90% dei casi a violentare le donne

sono italiani a non accudire i propri anziani lasciandoli alle badanti

sono italiani a rubare il lavoro ad altri italiani perchè aiutati da un parente o un conoscente

sono italiani gli inventori del fascismo (primo totalitarismo e padre del nazismo)

allora gli italiani di fronte all’evidenza dei fatti, chi incolperanno?

settembre: 2019
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